di Giampaolo Milzi
Un’isola di smaltimento circondata da un mare di rifiuti. E’ l’isola-postazione “Igenio” di conferimento immondizie posizionata sul lato destro, per chi arriva dalla Statale 16, di piazza Rosselli, la piazza della stazione ferroviaria di Ancona. Ecco quindi un biglietto da visita sporcato di brutto per chi entra ad Ancona da nord, perché l’installazione unica per la raccolta differenziata all’inizio del marciapiede che delimita uno dei due lati lunghi dell’area urbana “scoppia” letteralmente per sovraccarico, un giorno sì ed uno pure. Ed è quasi costantemente assediata da rifiuti di ogni tipo: dai sacchi neri pieni per lo più di materiale organico, a robaccia ingombrante e scassata come mobili, elettrodomestici, bancali, oltre ad assi di legno, materiale ferroso… solo per fare qualche esempio. Gli effetti collaterali: esalazioni puzzolenti, proliferare di topi e blatte nei paraggi allargati. E chi vive o lavora in zona è cronicamente sull’orlo di una crisi di nervi. «Perché è cronico il problema di immondizia di ogni tipo scaricata fuori dei cassonetti, incapaci di contenerla tutta. – spiega Barbara Paradiso, che abita al civico 24 di piazza Rosselli – Come residenti ci siamo rivolti spesso al Comune e ad Anconambiente, ma soluzioni non se ne sono viste».
L’ultimo incontro istituzionale risale al maggio scorso, organizzato dal Ctp 3 di quartiere, presente l’assessore compertente, ovvero Stefano Foresi. Un incontro molto atteso e partecipato, perché già da tanto tempo Anconambiente aveva chiarito che da quel lato della piazza non esiste un altro posto per installare un secondo “Igenio”. Com’è andato l’incontro? «Mah, noi un paio di soluzioni per arrestare lo svilupparsi di questo degrado le abbiamo proposte: aumento dei passaggi dell’automezzo di Anconambiente che svuota i contenitori di “Igenio”; posizionamento presso le varie attività commerciali di micro-postazioni per lo smaltimento, così come avviene in tanti condomini. Foresi ha preso appunti, ha ipotizzato risposte positive, ma non è stata adottata alcuna misura di potenziamento del servizio. E col caldo pazzesco di questa estate così precoce la situazione igienica è ulteriormente peggiorata». Il veicolo di Anconambiente svuota-“Igenio” continua a presentarsi quotidianamente solo due volte, tra le 7,30 e le 9 e tra le 16,10 e le 18. Questo i giorni feriali. La domenica fa una sola tappa, in orario flessibile. Ed è chiaro che la situazione diventa esplosiva. Basta tener presente che lungo l’area della piazza opposta alla stazione operano l’albergo-ristorante “Gino”, i ristoranti “Miscia” e “Luciano”, due bar, tre negozi di kebab, pizza e tabacchi e altri tre hotel, il “Fortuna, l’Italia e “Il Rosa”. E sono proprio questi esercizi commerciali e ricettivi a produrre la mole più imponente di rifiuti.
«Sta di fatto che gran parte dei rifiuti finisce, appunto, all’esterno di “Igenio”. – precisa Barbara Paradiso – Senza contare i conferimenti scorretti dei soliti personaggi incivili». L’assessore Foresi, a quanto pare, nell’incontro di maggio aveva considerato possibile un aumento nella turnazione dei prelievi,«sul resto, ripeto, aveva preso appunti e fatto qualche promessa». Amministrazione comunale e azienda semi-municipalizzata Anconambiente sotto accusa “vox populi”, quindi. Anche se va ricordato che sul fronte topi (molti hanno scelto come tana proprio lo spazio sottostante “Igenio”, per loro una vera pacchia) le istituzioni si erano mosse fattivamente, anche grazie all’articolo-inchiesta pubblicato in merito da Cronache Ancona il 19 ottobre 2021. L’ufficio Ambiente del Comune aveva raccolto l’sos “pantegane” ed aumentato a cinque le trappole ammazza-ratti, inserendo inoltre esche topicide all’ingresso del garage “Fortuna” e nelle catidoie e nei tombini delle fognature della zona. Ma tant’è, quell’”Igenio” isolato continua a scoppiare e quindi i topi riescono ancora a banchettare. Barbara Paradiso:« A questo punto, se i famosi appunti presi da Foresi continueranno a restare lettera morta, noi residenti pensiamo di costituirci in un comitato vero e proprio per alzare il livello della protesta».
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