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Scala tra via Birarelli e via Pizzecolli:
«E’ utile? Meglio revisionare il progetto,
il cantiere è stato ‘abbandonato’»

ANCONA - Valeria Campanella, consigliera Ctp 1 come rappresentante di ‘Altra Idea di Quartiere’ ricorda che l’area è invasa da erbacce per le escavazioni lasciate al degrado. L’assessore Manarini ha rassicurato che ad ottobre i lavori verranno ripresi ma per la crisi delle materie prime, la cifra in bilancio non basterà a completare tutte le opere. «Saranno stralciati la riqualificazione della piazza e il consolidamento di porta Cipriana ma non la scala con un dislivello di 20 metri, quale uso pubblico potrà mai avere?»
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Via Birarelli (foto d’archivio)

 

 

Lo scorso 15 luglio, durante l’assemblea organizzata dal Ctp 1 di Ancona, i presenti hanno interrogato l’assessore Mannarini sullo stato dei lavori per la costruzione della scala tra via Birarelli e via Pizzecolli. «Il cantiere è stato “abbandonato”, con tanto di rimozione della gru, più di un anno fa lasciando i residenti dei palazzi adiacenti “sotto assedio” di impalcature addossate alle finestre, da una invasione di erbacce che nessuno cura più e da un cantiere ed escavazioni lasciate al degrado. L’assessore Manarini ha rassicurato tutti dicendo che ad ottobre i lavori verranno ripresi, ma con una novità» ricorda una nota Valeria Campanella, consigliera Ctp 1 come rappresentante di ‘Altra Idea di Quartiere’. Il progetto esecutivo prevedeva, oltre la costruzione di una scala di collegamento tra via Birarelli e Via Pizzecolli, anche la sistemazione della piazza sovrastante e il consolidamento della storica porta Cipriana. Stante l’elevato rialzo dei prezzi delle materie prime, la cifra stanziata in bilancio non sarà sufficiente per completare tutte le opere presenti nel progetto, quindi verrà stralciata l’opera di riqualificazione della piazza, il consolidamento della storica porta Cipriana e verrà solo eseguita la scala.

«La scala in questione serve e ha lo scopo di servire i piani bassi dell’edificato trasversale che furono venduti ai Frati Minori con il vincolo della costruzione della scala per creare un accesso agli appartamenti i cui ingressi allo stato attuale si aprono nel vuoto. – prosegue Valeria Campanella in un comunicato – In molti ci chiediamo, alla luce di tutte le difficoltà sopraggiunte, sull’utilità di creare un collegamento tra Via Birarelli e via Pizzecolli visto e considerato che le due vie sono già collegate da Via dei Tribunali e dalla scalinata di San Francesco. Ci chiediamo perché tanta ostinazione a voler continuare la costruzione in un dislivello di 20 metri e in uno spazio interstiziale stretto e con lo sbocco su via Pizzecolli da una scala altrettanto stretta circa 80 cm. e ripida. Quale utile “uso pubblico” potrà mai avere, visto che i soldi spesi sono pubblici e che una scala è per antonomasia una barriera architettonica? Perché non limitarsi alla costruzione della sola scala a servizio degli appartamenti, la cui ultima rampa utile allo scopo si troverebbe a sei metri sotto l’affaccio di via Birarelli? Perché rovinare un affaccio caratteristico e panoramico se la soluzione poteva essere semplicemente risolta costruendo gli accessi dovuti agli appartamenti con l’ingresso e l’uscita nel cortile e successivamente con l’ingresso e l’uscita esclusivamente su Via Pizzecolli?»

Il Ctp 1 spera che questa scala «su cui il Comune ha investito soldi pubblici, rimanga per sempre di uso pubblico, senza che mai, visto il posizionamento, la sua scarsa agevolezza dovuta alla ripidità, alla ristrettezza e alla poca visibilità degli spazi e la vicinanza con immobili abitati, – sottolinea Valeria Campanella facendosi portavoce – diventi uno spazio mal frequentato e poco sicuro dove i residenti chiederanno prima o poi la chiusura e il “collegamento”, motivo di tanti disagi ed inghippi, anziché rimanere un’opera di utilità pubblica diventerà un grande problema da gestire. Una revisione del progetto potrebbe comprimere le spese e potrebbe riuscire a non far stralciare dal progetto la riqualificazione di una piazza collocata in un contesto storico e culturale rilevante e riuscire a consolidare la porta Cipriana, narrante di una parte di storia di Ancona. L’assessore ha liquidato le risposte in un’unica e diretta affermazione: “La scala si fa e si deve concludere perché il progetto fa parte del piano regolatore e non si possono cambiare i progetti del piano regolatore e perché questa scala io la voglio fare”. Rammento – chiude – all’assessore Manarini che i piani regolatori non sono dogmi, ci sono opere che sono previste nei vari piani regolatori che non sono mai state realizzate e altre opere che non erano previste che si sono “materializzate”, quindi la risposta non è stata affatto soddisfacente».

Intoppi su intoppi: il cantiere di via Birarelli non trova pace

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