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Intoppi su intoppi:
il cantiere di via Birarelli
non trova pace

ANCONA - Prima il ritrovamento di reperti storici, poi la nuova variante per poter far proseguire i lavori. Ora, la possibile decisione del Comune di rescindere il contatto con le ditte che non avrebbero continuato le attività per dare vita alla rampa di collegamento con via Pizzecolli
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Il cantiere di via Birarelli

 

di Giampaolo Milzi

Un matrimonio che pare non si possa proprio fare, se non in tempi attualmente indefinibili, quello tra le vie Birarelli e Pizzecolli, grazie alla realizzazione di una lunga scala a più livelli. Il cantiere, che era partito nel giugno 2021, è ormai fermo da mesi e chissà per quanti altri lo resterà. Il motivo? Non solo e non tanto per l’affioramento di resti edilizi di varie epoche, dal ‘300 al ‘700/’800, ma perché la vicenda si è impantanata in un difficile e lungo contenzioso giuridico fra l’Amministrazione comunale e le ditte che si erano aggiudicate il lotto di lavori, la “Costruzioni Future” di Macerata e la “Co.Pro.La” di Senigallia. Un contenzioso – fanno sapere fonti municipali – che era stato avviato nel novembre-dicembre scorso quando, proprio a causa del ritrovamento degli antichi reperti, si era attivata la Soprintendenza, con sopralluoghi e studi, e quindi si era resa necessaria la predisposizione di una variante al progetto iniziale. Visto lo stop (per certi versi anche prevedibile, e dato che ci troviamo nel cuore del rione Guasco), i rappresentanti delle aziende (una delle due in subappalto) erano stati protagonisti di un chiarimento che aveva coinvolto, per quanto riguarda il Comune, l’architetto Moira Giusepponi, responsabile unica del procedimento (rup), l’ing. Stefano Capannelli, della Direzione Lavori pubblici, e l’assessore di riferimento Paolo Manarini. Al che pareva che si fosse trovato un proficuo accordo: in attesa che gli uffici municipali preparassero la variante richiesta dalla Soprintendenza, le due imprese avrebbero portato via gru e altri strumenti meccanici dal sito – che nella parte bassa è nei pressi del civico 21 di via Pizzecolli, e nella parte terminale in alto nell’angolo di via Birarelli dove termina una delle facciate del cinquecentesco Palazzo Acciaiuoli -, si sarebbero impegnate in altri cantieri in cui erano già attive fuori Ancona e, soprattutto, avrebbero riattivato i lavori per la rampa nel centro storico del capoluogo dorico a gennaio di quest’anno.

Scavi in via Birarelli

Ma, passato gennaio, alla Direzione municipale lavori pubblici hanno dovuto prendere atto che le imprese coi loro mezzi e maestranze non si erano ripresentate. Accordo andato in fumo quindi. E non solo. Il Comune ha già deciso di rescindere il contratto. E pare voglia chiedere un rimborso per danni alle imprese. Che, dal canto loro, un po’ di lavoro l’avevano eseguito, rimuovendo detriti e calcinacci frutto di demolizioni belliche ad una quota di 3 metri sul piano stradale all’altezza del già citato civico 41 di via Pizzecolli. E quindi potrebbero anche avanzare pretese economiche.
Lasciando perdere i cavilli burocratico-legali, la brutta notizia è che se da un lato la variante municipale al progetto è cosa fatta, ma nessuno sa quanto ci vorrà per definire il bando di gara per il nuovo appalto. Un appalto peraltro foriero di operazioni difficili, in uno spazio verticale di circa 20 metri molto angusto. E un appalto importante, per una spesa dii 400mila euro.

Relativo ad un fascicolo progettuale complicato: che oltre alla costruzione della maxi scalinata strategica (che, uso pedonale a parte, limiterebbe un po’ la circolazione di auto in centro storico), prevede il restauro conservativo dei resti della antichissima Porta Cipriana, piuttosto vicina allo sbocco superiore della rampa. Rampa che, se non fossero sorti tutti questi intoppi, avrebbe dovuto essere completata in questa primavera. Invece ci troviamo di fronte a un cantiere quasi fantasma, che, secondo i termini dell’incarico originario, avrebbe dovuto essere operativo per appena 180 giorni.
A fronte e a margine di questo scenario futuro per ora molto indeterminato, resta una speranza: che, una volta ripresi i lavori, sempre in accordo con la Soprintendenza, si possa predisporre nelle quote più basse della scalinata una struttura con vetri speciali, per la valorizzazione pubblica di un sito archeologico capace di raccontare le diverse fasi edilizie di una porzione di uno dei quartierini dell’Ancona plurisecolare Repubblica Marinara.

Reperti storici e nuova variante: ancora fermo il cantiere di via Pizzecolli

Sorpresa in via Pizzecolli, riemergono reperti storici (Foto)

 

 

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