Tornano i vandali al ‘Tiffany Cafè’,
distrutti ombrellone e tavolo:
«Stavolta pagheranno tutti i danni»
Non bastavano già il caro bollette e le incertezze del quotidiano per chi investe e lavora in proprio. Al ‘Tiffany Cafè’ di Castelfidardo sono tornati in azione i vandali, si sono accaniti sugli arredi esterni del locale e questa volta i danni sono consistenti. «Stanotte mi hanno distrutto un ombrellone del valore commerciale di 1.000 euro, e schiantato un tavolo per altri 200 euro. Sono davvero stanca di questa situazione che si ripete con periodicità da mesi» commenta amareggiata la proprietaria Erica Rossetti che si è rivolta ancora una volta ai carabinieri. Non c’è pace insomma per il bar del centro storico che si trova vicino ai giardini pubblici di Porta Marina, una zona poco illuminata frequentata fino a tarda notte da bande di ragazzini. Il comando della Polizia locale si è messo di nuovo a disposizione per supportare le indagini, visionando i filmati delle telecamere della rete di videosorveglianza comunale accese anche in questo angolo della città. L’ultima denuncia presentata dalla titolare del ‘Tiffany Cafè’ risale a giugno.
«Proprio grazie ai filmati delle spycam i carabinieri erano riusciti a risalire all’autore della devastazione, al tempo mi erano state distrutte delle sedie. – racconta ancora la Rossetti – Si trattava di un minore. I militari hanno contattato il padre, diretto responsabile delle azioni del figlio. Appreso che proveniva da una famiglia che versava in condizioni socio-economiche disagiate ho deciso di chiuderla lì senza pretendere il risarcimento, sperando almeno nelle scuse del ragazzino o del padre, che avevo esplicitamente chiesto. Nessuno si è presentato per formularmele e questo mi ha profondamente rattristata. L’ho letta come una doppia mancanza di rispetto verso il lavoro degli altri. Io inizio alle 5 di mattina e chiudo alle 22 e non possono smontare ogni sera ombrelloni, sedie e tavoli come mi è stato suggerito, tra l’altro pago la Tosap, l’occupazione del suolo pubblico, per tenerli all’esterno. Stavolta non ripeterò lo stesso errore» sottolinea intenzionata ad andare fino in fondo per quest’ultimo episodio mettendo al bando ogni forma di solidarietà e sentimentalismo. «Ho una copertura assicurativa per i danni causati da atti vandalici ma questa volta chiederò di liquidarli a chi o a coloro che li hanno prodotti, se saranno identificati, come immagino, grazie alle telecamere» avverte Erica Rossetti.
(redazione CA)
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