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Cheddira convocato dalla Nazionale
sogna il Mondiale in Qatar
«Un onore, una gioia immensa»

CALCIO - L'attaccante nato a Loreto e cresciuto nella Sangiustese ora è in forza al Bari in serie B, dove ha già segnato 9 gol in 7 partite. Il ct del Marocco lo ha scelto per le amichevoli in programma il 23 e il 27 settembre a Barcellona contro Cile e Paraguay. Tosoni, patron dei calzaturieri: «Aveva tutto per diventare un grande giocatore: il fisico, le gambe e la testa»
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Walid Cheddira

di Andrea Cesca

Un sogno che si avvera: Walid Cheddira è stato convocato dalla nazionale del Marocco per le amichevoli in programma il 23 e il 27 settembre a Barcellona contro Cile e Paraguay in vista dei prossimi mondiali di calcio in Qatar. Il commissario tecnico dei “Leoni dell’Atlante” Hoalid Regragui lo ha fatto seguire in questo avvio di stagione nel quale l’attaccante nato a Loreto ha realizzato 9 gol in 7 partite (conditi da due assist e un calcio di rigore conquistato) tra campionato e Coppa Italia. Nessuno da inizio stagione ha segnato più di Walid in gare ufficiali nel calcio professionistico in Italia, attualmente viaggia alla media di un gol ogni 67 minuti che valgono il titolo di capocannoniere della Serie B con 4 gol insieme a Gondo dell’Ascoli e La Mantia della Spal. Oltre a Cheddira il Marocco ha chiamato gli attaccanti Ziyech del Chelsea, Boufal dell’Angers, l’ex Barcellona Munir El Haddadi e El Kaabi dell’Hatayspor.

«Un sogno, un onore, una gioia immensa», ha scritto Walid Cheddira su Instagram dopo la convocazione con la maglia del Marocco, paese di origine dei suoi genitori.

«Per me è una soddisfazione enorme – dice Andrea Tosoni, presidente della Sangiustese, che lo ha scoperto e lanciato nel calcio professionistico – Walid aveva delle grosse potenzialità, una grande forza, adesso è anche più rapido». Con la maglia rossoblù mette a segno venti gol in due stagioni, il Parma del diesse Daniele Faggiano si accorge di lui e gli propone un contratto di cinque anni. Walid spicca il volo in Serie A, la strada però è ancora in salita: la formazione emiliana lo gira in prestito prima all’Arezzo del compianto Ermanno Pieroni, poi al Lecco e al Mantova (qui per lui 9 gol e altrettanti assist) infine il Bari di Luigi De Laurentis dove Cheddira esplode definitivamente. Qualcuno aveva pensato a lui per la nazionale di Roberto Mancini, ma la chiamata del Marocco ha sbaragliato la concorrenza.

«Ogni volta che giocavamo contro il Loreto del presidente Capodaglio ci faceva sempre gol – racconta Tosoni – Così decisi di prenderlo e portarlo alla Sangiustese in Serie D. Li ho scoperto che è nato il mio stesso giorno, il 22 gennaio, e si è creato un legame speciale. In due anni non ha saltato mai un allenamento, una partita, che so per un mal di gola: sempre al campo, sempre pronto a dare il proprio contributo. Aveva tutto per diventare un grande giocatore: il fisico, le gambe e la testa». L’allenatore di quella Sangiustese è Stefano Senigagliesi, molto bravo a lavorare con i giovani, il dg Alessandro Cossu: «Quella volta che l’avevo con me, Walid segnava di meno ma durante l’anno riusciva a procurarsi 9-10 rigori, questo perché era devastante» dice di lui Cossu.

Walid è tornato sugli spalti del comunale di Villa San Filippo lo scorso 6 marzo per assistere ad derby fra il Valdichienti Ponte e la Sangiustese, dove milita il fratello minore Mohamed.

«Walid è un ragazzo eccezionale. Fuori dal campo è anche meglio di come lo vediamo sul rettangolo di gioco, una persona squisita. Aveva doti tecniche e umane fuori dal comune. Grande umiltà, grande fame, determinazione e voglia di arrivare. Si è sempre messo all’opera con dedizione e consapevolezza dei propri limiti per lavorarci e per migliorarsi sempre», il ricordo di Marta Bitti che di quella Sangiustese era il responsabile della comunicazione.

«Dove potrà arrivare Walid? E’ ancora presto per poterlo dire, dipende da tante cose. Ha 24 anni, può fare molta strada. Se andrà ai mondiali, come tutti ci auguriamo, farò il tifo per lui considerato che l’Italia non si è qualificata».

Tosoni si congeda lanciando quasi un appello. «Nei campionati minori ci sono tanti bravi giocatori, bisogna saperli cercare, farli crescere. Le ragioni per le quali non emergono possono essere le più disparate, a volte capita che alcuni ragazzi hanno bisogno di lavorare e non si possono dedicare solo al calcio».

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