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Oggi, giorno di silenzio elettorale
ma c’è chi proprio non resiste

AL VOTO - Spulciando i profili Facebook e Instagram di diversi candidati alle elezioni di domani, 25 settembre, si trova di tutto un po'. I modi per apparire, insomma, non mancano
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Al voto

di Antonio Bomba

In politica come si sa, vale tutto. E nel periodo elettorale questo modo di fare, anche ad Ancona, raggiunge ogni volta vette più alte.
Il fenomeno che si sta verificando oggi coinvolge soprattutto coloro per cui, una manciata di voti in più, rappresenta un motivo di orgoglio personale, spesso privo di ogni velleità elettiva. Il comportamento insomma è caratteristico soprattutto tra coloro che appartengono a partiti e movimenti che difficilmente raggiungeranno la doppia cifra percentuale e le cui chance di andare a Roma sono minime.
Stiamo parlando della pratica in uso nel giorno del silenzio elettorale di autopromuoversi tramite social network.
E così, spulciando i profili Facebook e Instagram di diversi candidati alle elezioni di domani, 25 settembre, si trova di tutto un po’. Chi, facendo finta di niente, posta oggi una infinità di foto dell’ultimo comizio tenuto ieri. Qualcuno, con un’immagine della banchettata dei primi di settembre, visto che tutti sono in maniche corte ed il sole domina splendente, ringrazia tutto lo staff del partito pubblicamente. Non manca il politico attempato, ma sempre agguerrito, il quale gioisce per l’ennesima campagna elettorale conclusa.
Ovviamente, nella foto, lui è in primo piano con bandiere e manifesti del proprio gruppo di appartenenza nello sfondo. C’è infine chi sfrontatamente non si pone nemmeno il problema e, nell’esaltare la propria fazione, infama anche gli avversari.
La casistica è insomma varia e destinata ad ampliarsi con il passare delle ore.
Ma tutto ciò è lecito nel giorno del silenzio elettorale? Iniziamo subito col dire che cosa si intende con questo termine. Con “silenzio elettorale” si sintetizza una legge del 1956 la quale vieta ogni tipo di pubblicità o propaganda il giorno stesso delle elezioni e quello prima specificando che «Sono vietati i comizi e le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri o manifesti di propaganda o l’applicazione di striscioni, drappi o impianti luminosi. Nei giorni destinati alla votazione è vietata, altresì, ogni propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali». Nel 1975 la legge è stata estesa con il divieto di pubblicità su Tv, radio private e qualsiasi altro mezzo di filodiffusione. La pena? Una multa di massimo un migliaio di euro. L’idea che ha ispirato il legislatore è quella di concedere all’elettore un giorno di calma assoluta, senza condizionamenti, per poter decidere in autonomia chi votare.
Ma eccoci al punto. Tutto ciò è applicabile per Facebook e gli altri social? L’Agenzia delle comunicazioni da anni chiede alle forze dell’ordine di far rispettare il silenzio elettorale su ogni piattaforma online, basandosi sulla decisione della corte di cassazione di considerare i social network come un luogo pubblico. Per molti altri tutto ciò è illegittimo e ogni multa facilmente impugnabile davanti ad un giudice.
Il tema insomma è quanto mai dibattuto ogni sabato pre-elettorale e messo poi in soffitta fino al successivo sabato dedicato al silenzio. Forse la legge del 1956 è diventata anacronistica ed ha fatto il suo tempo. Chissà. Fatto sta che finché esiste dovrebbe essere rispettata. Con ogni probabilità anche sui social. Per quanto una foto con figlioletto in braccio e gagliardetto del partito sullo sfondo potrebbe scappare proprio a tutti. Forse.

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