Picchia e sequestra la figlia
che non si è più sposata:
condannato a 2 anni
Picchia ed umilia la figlia di 15 anni dopo averla tenuta segregata in casa per anni. La sua colpa? Non essersi sposata nel natìo Pakistan come era stato programmato.
La vicenda si è svolta in un paese del senigalliese dove il padre, 48 anni, vive e lavora da tempo. L’uomo, stando all’accusa, vista rifiutare la figlia dal promesso sposo, ha ritenuto opportuno farla sparire dal paese di origine onde evitare l’onta dell’umiliazione alla propria famiglia. Ciò ritenendo però la figlia responsabile di una simile vergogna, al punto, sempre secondo gli inquirenti, di picchiarla con calci e pugni, riservargli ogni tipo di vessazione e proibendole di uscire di casa e quindi di fatto segregandola. Gli unici contatti a lei concessi sarebbero stati con donne maggiorenni e sempre pakistane. E infatti l’adolescente non risulta iscritta a nessuna scuola, tantomeno risulta conosciuta ai coetanei o a qualcun altro nel paese alle porte di Senigallia.
La ragazzina tuttavia non si sa bene come, nel corso del 2021 è riuscita a divincolarsi e fuggire fino alla prima caserma dei carabinieri dove, probabilmente con l’aiuto di un interprete, ha raccontato tutta la sua terribile vicenda.
Il collegio del tribunale, presieduto da Edi Ragaglia, ha condannato il quarantottenne a due anni di reclusione per maltrattamenti, essendo stato il reato di sequestro ivi assorbito.
Le indagini sono state condotte dal Pm Irene Bilotta ed il pakistano, difeso dall’avvocato Cristina Barboni, ha sempre negato le accuse, dichiarandosi un padre sì severo ma non violento.
a. bomb.
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