Natale, l’arcivescovo Angelo Spina
seduto a tavola con i poveri

ANCONA - I volontari Caritas e Amici di Padre Gudo oggi hanno preparato quasi 400 pasti, tra pranzo e cena, alla nuova mensa diocesana "Beato Gabriele Ferretti - S. Stefano" per offrirli insieme a pacchi con doni a chi non ha niente

I commensali questa sera ospiti alla mensa diocesana “Beato Gabriele Ferretti – S. Stefano”,

 

L’arcivescovo di Ancona Osimo, mons. Angelo Spina, quest’anno si è seduto tavola con i più poveri partecipando alla cena di Natale organizzata, dopo il pranzo, nella nuova mensa diocesana “Beato Gabriele Ferretti – S. Stefano”, allestita nella ristrutturata chiesa di Santo Stefano. Nella giornata di oggi i volontari hanno distribuito complessivamente quasi 400 pasti, tra mattina (200) e sera (180), alle persone sole e senza dimora, anchealle  famiglie che la frequentano,

L’arcivescovo Angelo Spina oggi a tavola con i poveri

I commensali sono stati serviti nel corso dei due diversi momenti dai volontari della Caritas e degli Amici di Padre Guido.«In questo Natale 2022 abbiamo assistito all’apertura straordinaria della nuova mensa. – scrivono suoi social i volontari della Carits, postando anche le foto della giornata di festa – Il pranzo è stato assicurato dai volontari della Mensa di Padre Guido, la cena invece dalla Caritas. Tanti regali sono stati distribuiti a tutti gli ospiti che questa sera hanno partecipato alla cena di Natale, proprio nei locali della nuova mensa. Doni preparati con cura e amore da tante persone, famiglie, parrocchie e gruppi associativi, grazie all’iniziativa “Un Dono per la Mensa” che hanno reso gioia agli ospiti e che hanno avuto la possibilità di consumare il pasto nei nuovi locali. L’amore non sospende quell’istinto naturale al bene e alla solidarietà tra umani».

I volontari Caritas oggi hanno preparato il pranzo di Natale alla mensa diocesana

La nuova mensa ha una capacità ricettiva di 200 posti nell grande sala da pranzo ci circa 250 mq,, dove è sistemato un banco self-service comunicante con una efficiente cucina industriale. La sala, illuminata e riscaldata, è dotata di un maxischermo tv con collegamento a Internet. La nuova mensa non offre quotidianamente solo il pasto, ma è soprattutto un luogo di incontro dove ognuno viene chiamato con il proprio nome, perché il cibo viene consumato nella relazione con chi lo prepara, lo serve, lo condivide nella fraternità. A dare corpo, anima e calore all’ambiente sono quindi i volontari, chiamati a svolgere le mansioni di supporto alla consumazione del pasto e ad animare i momenti vissuti nella struttura. Volontari che oggi hanno rinunciato a vivere a partecipare alla tradizionale tavolata in famiglia per condividere il momento della festa con chi non ha niente.

 

 

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