Primo giorno di mister Donadel:
«L’Ancona deve avere fame,
come il Milan di Stefano Pioli»

Stefano Donadel oggi pomeriggio ha diretto il primo allenamento
di Andrea Cesca
«La fame di vincere può fare la differenza. In questo momento il modulo non è la cosa più importante. Mi piace Stefano Pioli, il coraggio che riesce a dare ad una squadra giovane, il modo di presentarsi, la forza delle idee e la sicurezza dei suoi mezzi, in campo cambia tantissimo. I playoff sono una grandissima occasione, bisogna pensare positivo e far crescere l’entusiasmo». Il primo giorno di Marco Donael da allenatore dell’Ancona è cominciato davanti a taccuini e microfoni. La presentazione, al fianco dell’amministratore delegato Roberto Ripa e del direttore sportivo Francesco Micciola, è stato il primo vero impatto con l’ambiente biancorosso.
«Vorrei ringraziare Colavitto per il lavoro svolto, per le emozioni che abbiamo condiviso, per il supporto e l’apporto che ha dato alla nostra crescita come club – ha esordito Ripa – Umanamente dispiace, ma il nostro ruolo ci impone di guardare le cose dall’alto, di vedere e cercare di capire come riuscire a gestire alcune situazioni. Dobbiamo far si che le cose funzionano. Lo dobbiamo al club e ai tifosi che ci seguono. Restano da giocare da tre a dodici partite, bisogna provarci fino in fondo».
Nella conferenza stampa di presentazione ha quindi preso la parola Francesco Micciola: «La proprietà ha deciso di sollevare dall’incarico il mister ed i suoi collaboratori, a me dispiace molto, sapete il rapporto di stima e affetto che ho con queste persone. Ci sono situazioni nel calcio che quando succedono… io lavoro per il club. E’ arrivato un allenatore giovane, è alla prima esperienza, avrà il massimo supporto. Le colpe di questo momento no vanno suddivise fra tutti. I giocatori devono dare molto di più e nelle loro potenzialità di fare. Purtroppo ci sono capitate tante situazioni negative».
Marco Donadel ha preso per ultimo la parola: «Ho sensazioni positive. L’accoglienza è stata calorosa, mi sono sentito subito in famiglia. Sono qua perché la squadra sta attraversando un periodo negativo, se l’Ancona è sicura di giocare i playoff è merito anche di mister Colavitto. Se la squadra è nei playoff nonostante i sette punti nelle ultime dieci partite significa che prima aveva fatto i miracoli. Vuol dire questo gruppo ha tantissimo da dare, ha le qualità».
A cosa sono dovuti gli alti e bassi della squadra? «Le spiegazioni non esistono e neanche le pozioni magiche, a fine anno, da sempre, solo una squadra arriva prima. Andrò a vedere le qualità che hanno i giocatori, che li hanno portati ad essere competitivi. Dobbiamo riunirci e fare gruppo. Ho accettato questa sfida, mi sono sempre preso dei rischi nella carriera di allenatore, ma è anche una grande occasione. La squadra la conosco, l’ho vista giocare, ho le mie idee, se l’Ancona ha fatto pochi risultati è anche un problema tattico e tecnico. Come giocatori non conosco nessuno, a livello dirigenziale conosco Roberto Ripa, abbiamo passato tante avventure a Firenze, tutte positive».
Le ultime parole sulla tifoseria dorica: «La tifoseria è calorosa, è un grandissimo vantaggio, la squadra non deve viverla come pressione ma come spinta. Le partite che ci attendono saranno tutte importantissime, da dentro o fuori. I tifosi sono fondamentali. Cosa posso promettere? Le promesse si fanno solo quelle che si possono mantenere, così insegno alle mie figlie, posso assicurare che ci impegneremo al massimo. Darò tutto quello che posso dare».
La squadra è scesa in campo nel primo pomeriggio al Del Conero per l’allenamento, domani mattina è in programma una seduta al Paolinelli. Sabato prossimo al Del Conero arriverà il Rimini.
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