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Rubini: « Ida Simonella dia garanzie
concrete all’elettorato di sinistra
ma si ricordi che il tempo stringe»

VERSO IL BALLOTTAGGIO - Il candidato a sindaco di Altra Idea di Città e Ancona Città Aperta individua nel referendum sull'Area Marina Protetta nel giro di 3 mesi, e in altri punti per loro essenziali, la chiave per far sì che la gran parte del 6,11% delle preferenze da lui ottenute possano convergere verso il centrosinistra

Francesco Rubini e Loretta Boni in conferenza stampa

di Antonio Bomba

Il loro è un no fermo e deciso alla destra. E un invito ad andare comunque a votare: per fare scheda bianca, nulla o dare la propria preferenza a Ida Simonella. E, quest’ultima, ha tempo fino all’ultimo per aprirsi ai grandi temi che stanno a cuore alla sinistra anconetana e convincere quell’elettorato specifico.

È questa in ampia sintesi la posizione di Francesco Rubini, Altra Idea di Città e Ancona Città Aperta sull’imminente ballottaggio, ben spiegata oggi, alle ore 12, nella sede elettorale del candidato sindaco rimasto escluso dal ballottaggio in un’apposita conferenza stampa.

Partiamo quindi dal finale in cui Rubini non sbatte la porta in faccia in maniera definitiva a Simonella e al centrosinistra: «Noi, se qualcuno vorrà davvero aprire una nuova storia come dice nello slogan elettorale, saremo qui, a completa disposizione per il futuro della città. Penso a precise garanzie che vi sia un referendum sull’Area Marina Protetta nei primi 3 mesi di mandato, penso al no alla privatizzazione del personale dei centri estivi, al banchinamento del molo Clementino, alla riapertura della stazione marittima, per dirne alcune. E non si tratterà di convincere noi, ma i nostri elettori. Giusto per uscire dalla solita logica del voto con il naso otturato. Noi, la nostra posizione non la cambiamo».

C’è tempo fino a venerdì a mezzanotte insomma per Simonella per assicurarsi un voto in questo momento incerto solo a metà, visto che al 100% non andrà al suo avversario Daniele Silvetti.

Rubini, accompagnato da Loretta Boni, co-portavoce di Altra Idea di Città e consigliera della stessa lista più votata, ha iniziato la conferenza ricordando il percorso che ha portato alla loro scelta: «Siamo qui per dare elementi di compiutezza al sunto politico di una discussione lunghissima, che sabato è durata oltre 5 ore e che ha visto intervenire 70 persone. È bene ricordare a tutti – prosegue Rubini – che non siamo nati l’altro ieri, veniamo da 10 anni di opposizione in consiglio Comunale. Opposizione al centrosinistra. Di cose ne sono successe e il modello che Ida Simonella rispetta a pieno è quello di Valeria Mancinelli, di cui ne rappresenta la continuità. Il trattamento politico e mediatico ricevuto – ribadisce ancora una volta il leader di Aic – è stato di totale indifferenza quando non addirittura di scherno. E quest’ultima campagna elettorale non ha di certo aiutato a rinsaldare i rapporti. Di fronte a questo quadro – specifica adesso – non ci siamo comunque sottratti al dialogo. Abbiamo immediatamente rifiutato posti e incarichi politici e nelle partecipate. E di proposte vi assicuro ne sono arrivate».

Cosa è stato chiesto invece secondo la sua versione «Sono garanzie sui temi a noi cari per iscritto. Per tutta risposta ci è invece arrivata una lettera che ipotizzava possibili aperture dai toni blandi, peraltro inviata a tutti quanti, ma nessuna su temi per noi fondamentali. Detto questo però – ribadisce fermamente – il nostro ‘no’ è assoluto alla destra di Berlusconi, Meloni e Salvini e pertanto anche a quella locale. Nessun voto per loro. Pertanto ognuno voterà per scelta personale, come Altra Idea di Città abbiamo espresso un’opinione e un parere di dignità e coerenza».

Dopo aver ricordato a tutti i presenti che Aic e Aca chiedono comunque a tutti di andare a votare il neo rieletto consigliere Comunale aggiunge: «Non sarà il ballottaggio a mettere in discussione la nostra posizione rispetto a temi nazionali e locali sostenuti dal Pd. Sono loro che pochi giorni fa hanno votato per un ulteriore invio di armi all’Ucraina finanziato con i fondi Pnrr».

Loretta Boni durante il suo intervento

Loretta Boni, che è anche presidente di un Ctp, ha fatto notare come in questi 10 anni: «Siano mancati spazi democratici e ascolto da parte dell’Amministrazione uscente. Men che meno si sono ottenute risposte. Non ci si fa vedere solo al momento del voto. Le politiche fatte non si dimenticano nonostante la preoccupazione che possa vincere la destra. Dove sono – conclude – per fare un esempio i bilanci sociali e ambientali?».

Rubini torna poi sulla lettera che Simonella ha mandato identica a tutte le forze politiche che non hanno raggiunto il ballottaggio. Una cosa che non è piaciuta a lui come a tanti altri: «Ognuno è diverso dall’altro. I modi contano e i toni, lo ribadisco, erano quelli di piccole e blande aperture. Tutto questo dopo 10 anni di chiusura totale. Occorre saper coltivare delle relazioni politiche ed esserne capaci. Dirci da inizio campagna elettorale ‘Al ballottaggio fai il bravo, votaci’ non va bene. Alla fine si raccoglie quello che si semina. Mi auguro pertanto – chiude questo capitolo – che i rappresentanti delle forze politiche nazionali di centrosinistra prendano parola su questi temi. Che dicano qualcosa di sinistra come diceva Nanni Moretti? Andrebbe bene anche qualcosa di simile alla sinistra».

Prima di chiudere due considerazioni su altri avversari politici: «Noi non siamo come il Movimento 5 Stelle che ha dato libertà di voto totale aprendo anche a destra. Ma non mi sorprende, loro sono quelli che hanno sdoganato il peggior semplicismo. Battino? Appena l’ho sentito parlare ho capito in un minuto che era di centrodestra. Hanno trovato un accordo subito? Non mi stupisce, tra simili ci si intende».

Infine una sorta di monito: «Chiunque pensi, in caso dell’infausta vittoria del centrodestra, di dare la colpa a noi, sappia che respingiamo sin da subito ogni accusa al mittente, incapace come sempre di ammettere errori, fare autocritica, assumersi responsabilità per aver consegnato la città, con un voto di protesta, nelle mani della destra, dopo 10 anni di chiusura totale verso le richieste e le esigenze della città. E, indipendentemente da chi sarà sindaco lunedì, a lui spetterà il compito di ricompattare una città il cui tessuto è ampiamente spaccato in due».

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