Acquista e ristruttura l’abitazione
con i soldi dell’attività criminosa:
confiscata la casa del pusher

LORETO – La moglie dell’uomo, condannato in via definitiva a 4 anni e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento di 20.000 euro di multa per reiterati episodi di spaccio di cocaina, l’aveva comprata a 80mila euro ma il valore dell’immobile dopo le migliorie è stato stimato in 210mila euro. I carabinieri del Norm della Compagnia di Osimo hanno eseguito il decreto del Tribunale di Ancona

Una pattuglia dei carabinieri  (Archivio)

 

Acquista e ristruttura l’abitazione con i soldi dell’attività criminosa: dopo la condanna in via definitiva la casa del pusher è stata confiscata. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo hanno eseguito un decreto di confisca di un immobile, emesso il 12 febbraio 2024 dal Tribunale di Ancona – Sezione Penale Ufficio Misure di Prevenzione. Il provvedimento, proposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, su segnalazione del Norm, ha ad oggetto un bene immobile situato a Loreto, costituito da una civile abitazione, composta da cinque vani collocati al piano terra e al primo piano ed accessori, con dotazione di garage. Il valore de bene confiscato, formalmente intestato alla moglie dell’uomo e già oggetto di sequestro giudiziario nel giugno 2023, è oggi stimabile in 210.000 euro.

L’uomo, un operaio 44enne di origine straniera, già gravato da precedenti specifici, era stato oggetto di un’attività d’indagine su spaccio di sostanze stupefacenti, effettuata proprio dal Nucleo Operativo osimano, e conclusasi a febbraio 2020, con l’arresto su ordinanza di custodia cautelare. Per tale procedimento, poi, l’uomo era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 4 mesi di reclusione ed al pagamento di 20.000 euro di multa, poiché ritenuto responsabile di reiterati episodi di spaccio di cocaina, commessi in provincia di Ancona, tra il marzo del 2017 e l’ottobre del 2019.

L’autorità giudiziaria, nel ritenere la proposta di confisca meritevole di accoglimento, sul presupposto della pericolosità sociale dell’uomo, ha sottolineato come l’immobile, acquistato dalla donna, nel gennaio 2020, per la somma di 80.000 euro e oggetto di consistenti interventi di manutenzione straordinaria e di climatizzazione che ne hanno fatto incrementare considerevolmente il valore, abbia avuto un costo d’acquisto già sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’uomo e costituisca, pertanto, reimpiego dei frutti dell’attività criminosa. Il provvedimento eseguito costituisce misura di prevenzione patrimoniale, nei cui confronti è stato proposto appello.

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