Come molti Comuni italiani, nel 1924 Osimo conferì la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. A distanza di oltre un secolo, torna periodicamente al centro del dibattito politico locale la questione della revoca di questo riconoscimento. Il caso era già stato sollevato nel 2024 dalla vice sindaca Paola Andreoni, che aveva proposto di cancellare quell’atto senza però ottenere il via libera dalla maggioranza e dall’allora sindaco Simone Pugnaloni. Ora in prossimità della Festa della Liberazione il tema viene rilanciato con un post sui social da Celestino Stronati, iscritto al Pd e marito della stessa vice sindaca, che non nasconde delusione, tra le righe, nei confronti dell’attuale Amministrazione comunale alla guida di Osimo a maggioranza di centrosinistra, perché sembra che non porterà ancora una volta la proposta alla discussione della Sala Gialla.
«Con l’avvicinarsi del 25 aprile, si moltiplicano in tutta Italia le iniziative per celebrare 1’81esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Ad Osimo si celebrerà un altro 25 Aprile con la macchia di una amministrazione a maggioranza sinistra che si rifiuta di portare nel Civico Consesso la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini. – scrive Stronati che si definisce un “isolato” iscritto al Pd di Osimo – Con tristezza e delusione c’è da prendere atto che tra i “compagni” e “compagne” rappresentanti della cittadinanza. osimana c’è chi ritiene che essere concittadino del più efferato dittatore prodotto dalla storia italiana non sia motivo di vergogna, ma forse addirittura un motivo di vanto, e che comunque non sia un argomento degno di voto». A suo avviso, quindi, chi si rifiuta di votare la revoca dimostra o una scarsa conoscenza della storia o una posizione ambigua.
«La scusa per alcuni di questi rappresentanti della sinistra è che l’atto del conferimento della cittadinanza onoraria è un atto puramente simbolico e quindi non ha senso toglierlo.- aggiunge Celestino Stronati – In realtà è proprio perché è un atto simbolico che a 102 anni di distanza, dal 1924 al 2026, sarebbe utile un altrettanto simbolico atto di presa di distanza da quella temperie. In realtà la mancata volontà di voto ci racconta qualcos’altro o una ignoranza profonda sui fatti storici o peggio ancora qual è la reale opinione di chi non vuole votare nei confronti della dittatura fascista, della figura storica di Mussolini e del peso che il fascismo ha avuto nella storia di questo nostro Paese». Stronati conclude richiamando il contributo che Osimo diede alla Resistenza: «Credo che questa sia una pagina vergognosa della storia. della nostra città che si onora di aver dato, e la storia dei suoi martiri partigiani ne è testimonianza, un contributo alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dal nazifascismo».
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