Un suono improvviso spezza il silenzio delle aule e dei laboratori, trasformando una normale mattinata di studio in una mobilitazione collettiva che mette al centro il valore più prezioso: la vita. Alle ore 12:00, la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’edificio Murri si è svuotata in pochi minuti, seguendo un protocollo preciso che ha coinvolto centinaia di persone tra studenti, docenti e personale tecnico. Non si è trattato di un vero allarme, ma di una prova di evacuazione coordinata dall’Univpm in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’ateneo marchigiano ha scelto di non limitarsi alle celebrazioni formali, unendosi ad altre ventisei università italiane nel progetto «Atenei uniti per una sicurezza condivisa». L’obiettivo è trasformare quello che spesso viene percepito come un noioso obbligo normativo in un patrimonio comune di consapevolezza e prevenzione, capace di fare la differenza nei momenti critici.
Sotto lo sguardo attento dei responsabili, la colonna di persone ha abbandonato la sede di via Tronto muovendosi lungo i percorsi segnalati, testando sul campo l’efficacia del piano di emergenza interno. In un settore come quello medico, dove la gestione del rischio è pane quotidiano, l’esercitazione ha assunto un significato ancora più profondo, richiamando ogni individuo alla propria proattività e auto-responsabilità. Oltre alle sirene, a guidare il flusso sono state le indicazioni della polizia locale e degli addetti alla vigilanza, garantendo che ogni corridoio venisse sgomberato secondo i tempi previsti. Questa simulazione rappresenta un tassello fondamentale per sensibilizzare i giovani professionisti, affinché interiorizzino le procedure di tutela come una forma di rispetto verso se stessi e verso la comunità che abitano ogni giorno.
Il rettore Enrico Quagliarini ha sottolineato come questa giornata sia un’occasione cruciale per ribadire l’impegno dell’istituzione nella promozione di una cultura della prevenzione che sia realmente diffusa. «La sicurezza non è solo un insieme di adempimenti normativi, ma un valore che deve essere interiorizzato e praticato quotidianamente da tutta la nostra comunità», ha spiegato il vertice dell’ateneo. Secondo Quagliarini, la partecipazione a iniziative di questo respiro nazionale serve a rafforzare la capacità di affrontare con tempismo e correttezza le situazioni di crisi. Proteggere la salute di chi studia e lavora tra le mura dell’università significa investire nel futuro, garantendo che ogni emergenza trovi persone preparate, lucide e pronte a reagire nel modo migliore possibile per tutelare l’incolumità generale.
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