Loreto, scossoni nel post voto
e crisi nel centrodestra:
Paolo Albanesi lascia la Lega

L’INTERVISTA – L’ex consigliere comunale di Prima Loreto racconta il percorso che l’ha portato ad assumere una decisione drastica ma maturata da tempo. «Il colpo di grazia è arrivato durante la preparazione delle elezioni comunali 2026, dove sono stato sistematicamente boicottato da chi doveva essere alleato. Ringrazio per sostegno e integrità solo Elena Campagnolo. Adesso guardo avanti, torno a essere un cittadino libero, legato alla propria terra, pronto a impegnarsi solo dove ci siano trasparenza, serietà e rispetto per la base»

Paolo Albanesi

Scosse di assestamento scuotono le fondamenta del centrodestra a Loreto. Dopo il voto delle Comunali che ha confermato alla guida della città mariana il sindaco Moreno Pieroni con la sua lista ‘Loreto nel Cuore’, arrivano le dimissioni di Paolo Albanesi dalla carica di segretario della Lega locale. Una decisione, che segna una frattura all’interno del partito e ma anche della coalizione dopo le incrinature che l’avevano portata a presentasi divisa ai blocchi di partenza della competizione elettorale. La scelta di lasciare l’incarico politico era maturata  -racconta Albanesi- già durante la fase di preparazione delle liste per le Amministrative ed è stata annunciata al Carroccio alla vigilia dell’appuntamento con le urne. In una lettera l’ex consigliere comunale di ‘Prima Loreto’ aveva, infatti, comunicato al partito la sua intenzione di non rinnovare la tessera a fine mese, non lesinando critiche alla gestione nazionale e regionale della Lega, lamentando quella che definisce una «mancanza di una linea ferma e chiara» in ambito politico ed europeo. Secondo l’ormai ex segretario leghista, posizioni come il sostegno al Governo Draghi e l’introduzione del Green Pass avrebbero contribuito a disperdere un consenso in passato predominante. Con il rischio di una trasformare il partito in una struttura formale, utile solo per «presidiare i banchetti» o partecipare a eventi mediatici, con la tendenza a favorire l’ingresso di figure politiche proiettate al successo elettorale immediato.

Albanesi, quali sono le ragioni di questa scelta drastica, assunta in un momento delicato per il centrodestra lauretano?

«La decisione non è stata semplice, ma si è consolidata lungo un percorso di crescente distacco. Ho fatto sapere al partito ufficialmente lo scorso 21 maggio che non rinnoverò il tesseramento il prossimo 31 maggio perché non riesco più a condividere una linea politica imposta unilateralmente dalla direzione regionale, senza un reale ascolto della base. Volevo mettere in evidenza la situazione reale in cui versa il centrodestra locale, ma anche delle Marche. Il colpo di grazia è arrivato durante la preparazione delle elezioni comunali 2026 per Loreto, dove sono stato sistematicamente boicottato da chi doveva essere alleato. A pochi giorni dalla consegna delle liste, mentre mi si sollecitava a chiudere i nomi, dietro le quinte veniva stretto un accordo per inserire un nostro uomo nella lista avversaria -la stessa a cui abbiamo fatto un’opposizione ferrea per cinque anni -svendendo di fatto il nostro lavoro. In tutto questo non ho ricevuto alcun supporto dai vertici, né una telefonata, eccezion fatta che per Elena Campagnolo, l’unica figura politica che ringrazio per la sua integrità. E’ solo grazie a lei se ho resistito così tanto. Sono proprio contento dell’ottimo risultato che lei ha ottenuto alle Comunali di Senigallia. Merita tutto».

Il capitolo più amaro quindi è legato alle Comunali di Loreto…

«Io ci ho sempre messo la faccia con serietà, ma tutto ha un limite. Fino a quando il centrodestra, regionale non ritroverà la sua reale identità e coerenza, non avrà più il mio appoggio, che, ovviamente, non andrà mai alla sinistra, questo voglio sottolinearlo. Quello che è successo a Loreto è clamoroso. Intanto ho letto sui giornali che Forza Italia avrebbe sostenuto alle Comunali il candidato sindaco Moreno Pieroni. Nessuno ha avuto la delicatezza di anticiparmi le sue intenzioni ne’ ha ritenuto opportuno di ascoltare il mio parere sebbene i simboli dei tre partiti di centrodestra, come consigliere comunale uscente, li detenevo ancora io. Le Segreterie sovracomunali di Fratelli d’Italia poi non hanno a loro volta ascoltato la base lauretana e qualcuno ha cercato l’accordo per inserire un esponente della nostra area nella lista di Pieroni. L’obiettivo era la ricerca di incarichi? Non so che pensare. Di fatto è stata una scelta che, ribadisco, ha svenduto anni della nostra opposizione consiliare e di lavoro sul territorio. Forse questa è la nuova politica, io non mi ci riconosco più e quindi me ne vado».

Ma anche lei alla fine, nel giorno del deposito delle liste, il 25 aprile scorso ha ufficializzato che avrebbe sostenuto il candidato sindaco Sauro Longhi…

«Ho spiegato che presentare la mia lista civica già pronta (non avrebbe avuto il simbolo della Lega) sarebbe stato solo frutto di una soddisfazione personale più che un gesto a beneficio della mia città. Quindi ho fatto un passo indietro, tralasciando le aspirazioni personali, che magari mi avrebbero fatto tornare anche in Consiglio comunale, per sostenere questo nuovo ‘Progetto Loreto’ di Sauro Longhi persona preparata e competente, come lo è anche Anna Maria Ragaini, la candidata sindaca di `Loreto Progressista’. In lista con Longhi c’era anche un candidato del mio staff, non tesserato con la Lega, Lorenzo Consalvi scelto per meriti. Ha ottenuto più preferenze del candidato di FdI presente nella lista di Pieroni che non è scattato in Consiglio comunale. Ce l’ha fatta ad essere eletta solo la candidata di Fi».

Si è domandato perché Moreno Pieroni piace cosi tanto ai lauretani?

«Sì certo. E’ un politico sempre sorridente, che sa dire parole positive e questo crea fiducia negli elettori. Trovo, però, che ci sia una grande discrepanza tra le promesse fatte e l’impatto concreto sulla comunità, specialmente in settori delicati come i Servizi Sociali, che da ex consigliere comunale di ‘Prima Loreto’ percepisco quasi come poco curati, con poco personale comunale dedicato. A pagarne le spese spesso poi sono i più deboli, quelli che vivono momenti di seria difficoltà. Per me, la politica deve basarsi sulla coerenza e sul rispetto delle istituzioni e soprattutto dei cittadini, quando queste vengono meno, non posso fare parte di un sistema che non le tutela».

Cosa farà ora: il suo è un addio definitivo al centrodestra?

«Adesso guardo avanti e sicuramente guarderò più alla persona che ai partiti perché in questo momento, ripeto, non mi rappresentano. Torno a essere un cittadino libero, legato alla propria terra, pronto a impegnarsi solo dove ci siano trasparenza, serietà e rispetto per la base. Non escludo un futuro impegno politico, ma non darò più il mio appoggio finché il centrodestra regionale non ritroverà una reale identità e coerenza ai valori storici. Il mio impegno sarà quindi rivolto alle persone e alla concretezza dei progetti, non a strutture che cercano solo consenso se non poltrone».

(m.p.c.)



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