Jesi, linee urbane dei bus revisionate:
«Corse ad ostacoli»
«Per il trasporto pubblico locale lunedì 20 luglio è stata una data zero: su decisione dell’amministrazione e in collaborazione con Conerobus, viene riorganizzato il servizio con una profonda revisione delle linee urbane, nuovi itinerari, l’introduzione di servizi a chiamata. Una sperimentazione, l’ennesima, destinata a proseguire fino a dicembre. A un primo ascolto in commissione la risistemazione delle tratte sembrava ragionevole: percorsi più agili basati su sistemi di interscambio strategici. Una rivoluzione del Tpl nata “ascoltando i cittadini” attraverso il questionario promosso sulla piattaforma Jesi Partecipa per rilevare le esigenze concrete di chi vive la città ogni giorno. Purtroppo a uno sguardo approfondito, ed ascoltando la voce dei cittadini invece che gli slogan, emergono fin da subito alcune criticità difficili da ignorare». Il giudizio tranchant arriva con una nota dall’associazione ‘Per Jesi’ che siede sui banchi d’opposizione nel Consiglio comunale jesino. Per fare chiarezza sulla situazione, il capogruppo Francesco Rossetti ha depositato una interpellanza sul tema.
«La prima riguarda il metodo: una riforma così incisiva è stata introdotta senza un reale periodo di accompagnamento.- prosegue il comunicato – Con un preavviso praticamente inesistente, il cambiamento è arrivato all’improvviso, costringendo gli utenti a ripensare completamente le proprie abitudini quotidiane senza un’adeguata fase di transizione. Da oggi devono organizzarsi in maniera totalmente diversa, ammesso che sia possibile perché, oltretutto, per qualcuno le modifiche sono tali da rendere impraticabile il servizio di trasporto pubblico. La seconda criticità è ancora più sostanziale: la trasformazione non si basa su un’analisi approfondita dei flussi reali di traffico e delle modalità con cui i cittadini utilizzano il servizio. Basti pensare all’Arcobaleno, che avrebbe potuto rappresentare un naturale punto di interscambio per sostituire il traffico che viene da ovest. Entrando nel merito delle coincidenze necessarie, infatti, si nota come il centro diventi accessibile dall’Arco Clementino o da Porta Valle, i quali però hanno poche connessioni dirette con la periferia.
‘Per Jesi’ spiega inoltre che «arrivare in viale della Vittoria, che peraltro sarebbe anche l’accesso al centro nella sua lunghezza, è un’impresa. Un esempio: la linea 1 che da Villa Serena andava dritta al Viale è scomparsa. Ora si arriva alla Stazione e non esistono coincidenze per arrivarci. La linea 6B verso Amazon sembra passarci, ma al mattino c’è una corsa solo alle 5. La linea 4 “rosa” va solo in direzione “ostinata e contraria”. Disagi simili da via Verdi verso la zona industriale. Il paradosso più evidente infine riguarda il nuovo servizio a chiamata, che è stato presentato come uno strumento capace di rendere il trasporto più flessibile e vicino alle esigenze delle persone. Ma la flessibilità viene completamente meno nel momento in cui la prenotazione deve essere effettuata entro le ore 15 del giorno precedente. Chi utilizza un autobus per motivi di lavoro, salute, commissioni o imprevisti spesso non sa con un giorno di anticipo quando dovrà spostarsi o quando dovrà rientrare, e questo è particolarmente critico per le zone periferiche servite solo a chiamata: Minonna e Coppetella».
L’essenza di un servizio “a chiamata” , secondo ‘Per Jesi’, «sarebbe appunto quella di rispondere a esigenze che nascono nel momento in cui si presentano, non quella di rendere opzionale una corsa. Richiedere una prenotazione il giorno prima significa trasformare uno strumento che dovrebbe essere flessibile in un servizio rigido, poco compatibile con la vita quotidiana. L’obiettivo dichiarato dell’Amministrazione e di Conerobus è quello di rendere la rete più semplice, più efficiente e più aderente alle esigenze emerse dal confronto con cittadini e comitati di quartiere. Sarà la sperimentazione, prevista fino a dicembre, a dire se questi risultati saranno davvero raggiunti; per il momento sembra che l’Amministrazione abbia creato una situazione che finisce per scoraggiare l’utilizzo del trasporto pubblico anziché incentivarlo. Infatti un servizio pubblico funziona quando rende più semplice muoversi, non quando chiede ai cittadini di adattare la propria vita alle necessità del gestore».
Dalla maggioranza consiliare, nei giorni scorsi ‘Jesi in Comune’ aveva già sottolineato che il progetto sarebbe stato attuato in via sperimentale. «Il trasporto pubblico non è solo una questione di autobus e percorsi: è una scelta politica che riguarda il modello di città che vogliamo costruire. Con la delibera di Giunta discussa in commissione, parte, finalmente, dopo vent’anni, la necessaria revisione del Trasporto Pubblico Locale. – si legge nella nota di ‘Jesi in Comune’ – Un cambiamento che nasce dall’analisi dello stato dell’arte e delle esigenze dei cittadini e delle cittadine che hanno partecipato al questionario pubblico, per arrivare poi al confronto con Conerobus che è, materialmente, la società incaricata di gestire il servizio. Una proposta che rende il sistema più moderno e flessibile: linee semplificate e più leggibili, corse più brevi e nuovi collegamenti con le aree produttive – Zipa, Interporto e Amazon – , servizi a chiamata per rispondere meglio ai bisogni di mobilità e una rete pensata per favorire l’interscambio e rendere il trasporto pubblico più accessibile. Questo l’obiettivo che parte con una sperimentazione che permetterà di monitorare gli effetti e i bisogni di un servizio che, ad oggi, non è all’altezza delle necessità, tanto da contrarre inevitabilmente la domanda. Una città cambia quando cambia il modo in cui le persone si muovono. Rendere il trasporto pubblico più semplice, affidabile e vicino ai bisogni di chi lavora, studia e vive Jesi, significa offrire una possibilità di mobilità alternativa e, quindi, investire nella qualità della vita e nella sostenibilità. È un primo passo molto importante che permette di guardare al futuro, con metodo, partecipazione e responsabilità».
«Conerobus e il ‘servizio a chiamata’ distante anni luce dal ‘door-to-door’»
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