Don Francesco Taccaliti ordinato sacerdote:
«Una storia bellissima, fatta di coraggio.
Dal Brasile alle steppe della Mongolia»

Il clero della Diocesi di Jesi ieri sera nella cattedrale di San Settimio per celebrare l’ordinazione sacerdotale di don Francesco Taccaliti
E’ stato ordinato sacerdote ieri sera nella cattedrale di san Settimio a Jesi, don Francesco Taccaliti, 29 anni, durante la funzione religiosa celebrata dal vescovo Paolo Ricciardi. Una grande gioia anche per Cupramontana, dove don Francesco, jesino doc, ha vissuto negli ultimi anni. Studente della Pontificia Università Urbaniana del Vaticano specializzata nella formazione del clero missionario, don Francesco è cresciuto nell’Azione Cattolica ma anche nella scuola dell’Aurora Calcio. Nonostante la giovane età ha già al suo attivo diversi viaggi missionari in Brasile, in Mozambico, a Panama per la Gmg ed in Kazakistan.
Stamattina alle 11.30 nella chiesa di San Sebastiano a Jesi, dove è stato assegnato, è salito sull’altare per la sua prima presidenza eucaristica. «Ieri sera abbiamo condiviso l’emozione dell’ordinazione presbiterale di don Francesco Taccaliti, – scrive il sindaco di Cupramontana, Enrico Giampieri – Un grazie di cuore alla nostra comunità cuprense, presente così numerosa, affettuosa e partecipe. Una testimonianza bellissima di vicinanza, di fede e di quei legami profondi che rendono Cupramontana una comunità unita e solidale. Una serata che porteremo nel cuore».
«L’ordinazione sacerdotale di Francesco è un dono prezioso per la Chiesa, ma anche un motivo di grande emozione e orgoglio per Cupramontana, che lo ha accompagnato nel suo cammino di fede e di maturazione umana e spirituale. – ha ricordato ieri sera il sindaco Giampieri a nome della comunità cuprense – Caro Francesco, la tua è una storia bellissima, fatta di ricerca, di coraggio e di scelte profonde. Dal Brasile alle immense steppe della Mongolia, hai incontrato popoli, culture e condizioni di vita diverse, scoprendo una verità universale: non esistono distanze quando ci si mette al servizio degli altri, e non esistono confini per chi sceglie di amare. Hai scelto di dedicare la tua vita a Dio e al prossimo, soprattutto a chi soffre, a chi è solo, a chi rischia di essere dimenticato. Ed è proprio qui che la missione della Chiesa incontra quella delle istituzioni civili: nella difesa della dignità di ogni persona, nella solidarietà verso i più fragili, nell’attenzione agli ultimi, nella costruzione quotidiana di una comunità più giusta, accogliente e fraterna».
Enrico Giampieri ha voluto anche dedicare un pensiero riconoscente alla famiglia del giovane sarcedote, «a chi ti ha accompagnato nella formazione e a don Giovanni Rossi, che ha condiviso una parte importante del tuo cammino nella nostra comunità. Caro don Francesco, ti auguro di essere un sacerdote capace di ascoltare prima di parlare, di accogliere senza giudicare, di tendere la mano senza chiedere nulla in cambio. Che tu possa essere una presenza di speranza dove c’è sofferenza, una parola di pace dove c’è divisione, una luce discreta dove la vita si fa più difficile. Porta sempre con te l’affetto di Cupramontana, una comunità che oggi ti abbraccia con gratitudine e che continuerà a sentirti parte della propria famiglia. Perché la grandezza di una vita non si misura da ciò che si possiede, ma dal bene che si riesce a donare. E tu, caro Francesco, hai scelto di fare della tua vita un dono. Grazie, don Francesco».
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