Skipass e riparazioni gratis di caldaie
tra i “benefit” per gestire gli appalti

Una immagine realizzata dalla Guardia di finanza nell’inchiesta Ricostruzione
di Alessandro Luzi
Buoni carburante, regali di skipass e soldi per ottenere in cambio la «gestione occulta dei bandi di gara dell’Università di Camerino». È quanto emerge dall’inchiesta “Ricostruzione” della Dda di Ancona nella parte in cui sono indagati l’ingegnere responsabile dell’area tecnica, edilizia e sostenibilità di Unicam, Gian Luca Marucci, 63 anni, residente a Civitanova, e ai geometri dell’università Bruno Mogliani, 49, di Camerino, e Francesco Tomassetti, 61, di Cingoli.

La Guardia di finanza di Ancona, coordinata dalla Dda dorica, ieri ha eseguito 8 misure di custodia cautelare in carcere. Tra questi spiccano il costruttore Enrico Crucianelli, 50 anni, di Macerata e l’avvocato Fabio Pistarelli, 62, di San Ginesio, ex capo di gabinetto del presidente delle Marche Francesco Acquaroli.
Secondo gli inquirenti, dietro agli appalti ci sarebbe la mano «occulta» dell’imprenditore di Pollenza, Antonio Cervigni, 54 anni (arrestato ieri), titolare di una ditta di termoidraulica. Tramite le collusioni con i funzionari pubblici dell’ateneo, Marucci, Mogliani e Tomassetti, l’imprenditore avrebbe scelto i vincitori, redatto i bandi gara, deciso alcuni membri delle commissioni e alterato le procedure di aggiudicazione a piacimento suo e dei suoi clienti. Il tutto in cambio di bonifici, skipass, buoni carburante e lavori in casa gratuiti.

Secondo gli inquirenti Marucci avrebbe fornito un aiuto per l’individuazione di gare di appalto bandite dall’ateneo, di interesse per il sodalizio. L’ingegnere si sarebbe adoperato anche per il turbamento delle gare per condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione. Il tutto sarebbe servito per favorire il comitato d’affari e dei suoi clienti, in cambio di favori economici.
In particolare, a Marucci viene contestata la ristrutturazione di un immobile a Civitanova, in via Marche, con costi stimati di circa 200mila euro. A lavori completati, uno degli appartamenti sarebbe andato a Marucci, un altro e la mansarda sarebbero stati trasferiti a Cervigni in quanto intestati a due società. Sempre per quel cantiere in via Marche, l’imprenditore avrebbe pagato 2.162 euro al geometra e direttore dei lavori. Altro pagamento lo avrebbe fatto per una pratica autorizzativa del comune di Civitanova alla cantierizzazione. Si parla di un corrispettivo di 445 euro.
Cervigni, sempre secondo le indagini, avrebbe fatto emettere due bonifici indirizzati a Marucci. Cosa che sarebbe avvenuta il 24 dicembre e l’8 gennaio a nome di una società.

Nella lista degli inquirenti compaiono anche dei lavori di installazione di alcune nuove finestre per Marucci. Operazioni svolte gratuitamente grazie all’intervento di Cervigni che si è fatto carico anche del costo relativo all’invio di un tecnico sempre per la riparazione di una caldaia, sempre in favore di Marucci.
Stessa cosa è avvenuta anche per Mogliani. Il 6 marzo 2025 Cervigni avrebbe mandato un tecnico sempre per riparare gratuitamente una caldaia. L’imprenditore avrebbe inoltre pagato al geometra Mogliani degli skipass per gli impianti sciistici in località di Pozza di Fassa. Si parla di 432 euro. Cosa che sarebbe avvenuta durante una vacanza organizzata da Cervigni.
Oltre agli skipass, nell’inchiesta sarebbero finiti anche dei buoni carburante per un totale di 500 euro. Nel corso di una conversazione tra Cervigni e Ezechielli, l’imprenditore avrebbe riferito di averli consegnati a Tomassetti. Il geometra, secondo gli inquirenti, avrebbe ripartito 100mila euro con Marucci. Una somma che sarebbe stata consegnata tramite l’imprenditore. Nell’inchiesta si parla poi di un’altra busta di denaro, circa 2mila euro, consegnata a Tomassetti sempre tramite Cervigni.
Tra gli indagati c’è nell’inchiesta della Dda c’è anche l’imprenditore Andrea Intermesoli, 58 anni, di Maccerata. La vicenda che lo coinvolge è quella legata al cantiere dell’ex Monachette di Macerata. L’imprenditore, socio della Avinstas srl (precedentemente proprietaria dell’ex convento), avrebbe proposto a Crucianelli di attivarsi per assicurargli il buon esito della gara pubblica per l’aggiudicazione dei “lavori di restauro e risanamento conservativo”: gara indetta dall’Erdis Marche per il recupero della struttura e per l’adattamento a studentato. Gli accertamenti della Guardia di finanza hanno verificato che era in corso una gara pubblica per l’aggiudicazione dei lavori di restauro dell’ex convento. Per l’affidamento sarebbero emersi degli accordi tra Intermesoli e Cervigni riguardo sia la gara d’appalto in corso, sia quella precedente (da novembre 2021 fino all’autorizzazione dell’acquisto a gennaio 2024). Gli accordi avrebbero riguardato la compravendita dell’immobile tra Erdis Marche e la società Avinstas della famiglia Intermesoli. Stando alle indagini, per questa vicenda l’imprenditore sarebbe stato debitore nei confronti di Cervigni e Ezechielli di 350mila euro.

Una parte rilevante della somma «costituiva il compenso per l’agevolazione della procedura di compravendita dell’immobile da parte della famiglia Intermesoli a favore di Erdis Marche», il resto dell’importo «era il corrispettivo concordato per la sottoscrizione del contratto con cui Erdis Marche aveva preso in locazione l’ex albergo Claudiani, sempre di proprietà degli Intermesoli e per destinarlo a studentato».
Intanto il 4 novembre sono stati fissati gli interrogatori preventivi per 5 indagati. In aula verranno sentiti dal gip Sonia Piermartini: Pasqualino Allocco, lo stesso Andrea Intermesoli, Michele Pompili e i fratelli Giovanni e Francesco Pighi.
Sulla posizione di Cervigni, in carcere a Fermo, gli avvocati Massimiliano e Gabriele Cofanelli sottolineano: «Il nostro assistito si dichiara estraneo ai fatti, e dopo l’analisi dell’ordinanza cautelare valuteremo i prossimi passaggi trattandosi di una una verifica molto articolata».
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