Bruno d’Arcevia compie 80 anni:
il pittore che ha firmato
la “nuova Cappella Sistina”

ARCEVIA – Il borgo e la cultura marchigiana festeggiano gli 80 anni dell'artista. Il pittore della Nuova Maniera Italiana celebra un'intensa carriera tra affreschi e mostre mondiali

Bruno d’Arcevia

Bruno d’Arcevia compie 80 anni. La comunità della cittadina anconetana e il mondo della cultura marchigiana festeggiano l’ottantesimo compleanno del celebre pittore (all’anagrafe Bruno Bruni), nato nel borgo il 21 ottobre 1946 e protagonista di primo piano del panorama artistico contemporaneo italiano.

Figura iconica e in controtendenza, il Maestro ha saputo raccogliere la lezione dei grandi autori del passato proiettandola nell’era moderna. Durante gli anni della giovinezza romana, mentre la scena artistica inseguiva il minimalismo e l’arte concettuale, d’Arcevia scelse di tornare allo studio del Manierismo e del Barocco, ispirandosi a maestri come Pontormo, Rosso Fiorentino e Andrea del Sarto. Un legame profondo con le proprie radici sancito ufficialmente già nel 1972, quando scelse di adottare come nome d’arte proprio quello della sua città natale.

L’opera nella cattedrale di Noto

L’apporto del pittore alla storia dell’arte è legato in modo indissolubile alla nascita, nei primi anni Ottanta assieme al critico Giuseppe Gatt, del movimento della Nuova Maniera Italiana, corrente che ha rimesso al centro il virtuosismo tecnico, il racconto allegorico e la ricerca sulla luce. Inserito tra i capiscuola del secondo dopoguerra alla Quadriennale di Roma, l’artista ha esposto le sue opere oltreoceano a New York, Los Angeles e San Francisco, dipingendo ritratti ufficiali per capi di Stato in Sudamerica e grandi cicli d’affresco, tra cui quello per il Santuario di San Francesco di Paola in Calabria.

Tra i lavori monumentali più rilevanti spicca l’opera realizzata nel 2013 per il catino absidale della Cattedrale di Noto: un affresco di circa 200 metri quadrati dedicato al Cristo Pantocratore che portò lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi a definire l’intervento come una sorta di «nuova Cappella Sistina», evidenziando il valore di un ritorno alla grande pittura murale in un’epoca dominata da installazioni temporanee.

Tornato a risiedere stabilmente ad Arcevia nel 2011, il pittore continua a lavorare nel suo studio cittadino. Le sue opere, conservate tra collezioni private internazionali e le sale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea del comune marchigiano, raccontano la parabola di un autore capace di dimostrare come la memoria storica possa trasformarsi in un continuo spunto per il futuro.

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