Sicurezza nei luoghi di lavoro,
all’Adsp il confronto con la delegazione
della Commissione parlamentare d’inchiesta

Il tavolo di confronto con la delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ha accolto oggi, 3 novembre, una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Presenti il presidente, senatore Tino Magni, la vicepresidente Susanna Lina Camusso, il consigliere parlamentare Edoardo Battisti, il coadiutore parlamentare Christian Abbadessa e i consulenti Maria Paola Tomaselli, Claudio Vuolo e Massimo Tolomeo. L’incontro ha visto inoltre la partecipazione dell’ammiraglio ispettore Massimo Seno, direttore marittimo delle Marche e comandante del porto di Ancona, e di Luca Sassi, direttore Inail di Ancona.
«Un incontro dedicato soprattutto all’ascolto e al confronto, con il coinvolgimento degli stakeholder del porto, delle parti sociali e delle rappresentanze datoriali. – sottolinea una nota di Adspm – È stata anche l’occasione per illustrare le attività che l’Autorità portuale svolge per tutelare la sicurezza dei lavoratori, comprese le attività ispettive e di controllo di propria competenza. Un importante momento di collaborazione tra istituzioni e realtà portuali, per mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».
Cgil, Cisl e Uil Marche esprimono apprezzamento per la visita della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e, in particolare, per il confronto promosso con le organizzazioni sindacali e datoriali.
«La sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità assoluta, soprattutto in un contesto complesso come quello portuale, caratterizzato dalla presenza di numerose imprese, diverse tipologie di lavorazione e una filiera articolata di affidamenti e subaffidamenti. – scrivono in una nota le sigle sindacali – Proprio la filiera degli appalti e dei subappalti deve essere oggetto di particolare attenzione. È in questi passaggi che possono annidarsi sfruttamento, precarietà, compressione dei diritti contrattuali e condizioni che compromettono la salute e la sicurezza dei lavoratori. Non è sufficiente verificare la regolarità formale degli affidamenti: occorrono controlli puntuali e approfonditi anche sull’effettiva organizzazione del lavoro, sulle condizioni occupazionali, sull’applicazione dei contratti collettivi e sul rispetto delle norme di sicurezza».
Per Cgil, Cisl e Uil Marche è inoltre fondamentale che il confronto avviato in occasione della visita della Commissione «non rimanga un’iniziativa isolata. Proponiamo pertanto la costituzione di un tavolo permanente tra istituzioni, enti competenti, Autorità di Sistema Portuale e parti sindacali e datoriali, con il compito di monitorare costantemente la situazione e individuare le azioni necessarie. Il tavolo dovrà consentire la raccolta e la condivisione dei dati relativi agli infortuni, alle malattie professionali e agli infortuni mortali, favorendo un’analisi sistematica delle cause e delle criticità e definendo interventi concreti di prevenzione, controllo e contrasto alle irregolarità. La sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo che si è verificato un infortunio, ma deve diventare un elemento strutturale dell’organizzazione del lavoro e delle relazioni tra tutti i soggetti della filiera produttiva».
Lo sviluppo e la competitività del sistema portuale, sempre secondo Cgil, Cisl e Uil, «non possono essere perseguiti attraverso la riduzione del costo del lavoro, la precarizzazione e l’indebolimento delle tutele. Non esiste crescita economica che possa giustificare il sacrificio della salute e della vita delle persone. Cgil, Cisl e Uil Marche ritengono che la visita della Commissione parlamentare debba rappresentare un’occasione per rafforzare l’attenzione istituzionale sul tema e tradurre le criticità emerse in impegni verificabili e azioni concrete. Perché la sicurezza sul lavoro non può essere una dichiarazione di principio: deve essere una responsabilità quotidiana e condivisa» conclude il comunicati dei sindacati.
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