

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)
La data spartiacque è quella del primo luglio, poi tutte le spiagge doriche dovranno essere plastic free. L’ordinanza sindacale che vieta l’utilizzo di piatti, posate, bicchieri e cannucce monouso in materiale non biodegradabile lungo i lidi è stata firmata lo scorso 24 aprile dalla prima cittadina Valeria Mancinelli, e chi non la rispetta rischia multe fino a 500 euro. I bar ed i ristoranti di Portonovo si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati alla data x, ma la quasi totalità aveva già previsto il cambio di passo.

Federica Rubini
Come Federica Rubini, titolare del ristorante Emilia, che «per sensibilità personale» si era mossa già dallo scorso inverno: «per ora stiamo utilizzando prodotti in materbi che possono essere gettati nell’umido e stiamo contattando i fornitori per scegliere quelli migliori per sostituire la plastica. Ci proviamo, ma temo tanto sia una goccia nell’oceano questo provvedimento e il fatto che i materiali biodegradabili siano così costosi un po’ dispiace». Per Rubini, la parte più difficile resta quella di «educare chi frequenta la spiaggia» a non inquinare, punto di vista condiviso anche da Maurizio Sonnino, il proprietario dello stabilimento La Capannina, che mentre spiega come si stanno organizzando per abolire la plastica nel suo ristorante, raccoglie i mozziconi di sigaretta gettati a terra da avventori incivili.

Maurizio Sonnino
«Da noi c’è la cultura di buttare le cose per terra – ironizza – e, come al solito, le cose si fanno in ritardo – l’altra osservazione –. Sono d’accordo con l’ordinanza, ma non sulle tempistiche: vogliamo essere il primo Comune in Italia a fare questa cosa secondo me giusta, e poi fissiamo la scadenza il primo luglio, in piena stagione estiva? Di certo non aiuta». In ogni caso, ci si rimbocca le maniche per centrare l’obiettivo e si andrà ad esaurimento scorte. Poi, si passerà a materiale biodegradabile.

Marcello Nicolini
In regola già da metà maggio sarà invece il ristorante Da Marcello, che ha fatto persino un passo in più e si è dotato pure, «per l’acqua gassata, di borracce riutilizzabili e per quella naturale di bottiglie biodegradabili», come spiega il titolare Marcello Nicolini. Avanti nell’iter dunque, come anche il ristorante Giacchetti, dove le due generazioni – padre e figlio, Marco ed Enrico, uniti dalla passione per la cucina – spiegano che «già dallo scorso abbiamo iniziato a dare ai clienti le bottiglie in alluminio da ricaricare qui con l’acqua.

Enrico e Marco Giacchetti
Ci vuole però una legge seria– puntualizza –: non vorrei che noi abolissimo del tutto la plastica e poi le ditte che hanno i magazzini pieni di prodotti si rivolgessero a mercati come l’Africa, dove c’è meno cultura ecologica. Sarebbe anche peggio. Deve essere una scelta omogenea in tutto il mondo». E ritorna così il concetto della proverbiale goccia nell’oceano. Fabrizio Giacchetti, storico proprietario de Il Molo,

Fabrizio Giacchetti
fa anche notare che «pure le bottiglie in vetro sono vietate in spiaggia, quindi non sarà semplice trovare l’alternativa.E anche il prezzo dei materiali biodegradabili incide molto. Però sono d’accordo con questa ordinanza e ci stiamo organizzando per sostituire tutti i prodotti in plastica».
Riprenderà le attività direttamente senza plastica Spiaggia Bonetti, che al momento è impegnata nei lavori di ristrutturazione del bar, ma riaprirà in tempo per il clou della stagione.

Restyling Spiaggia Bonetti



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