Ddl Zan stoppato in Senato:
manifestanti in piazza
«Troppo forte lo schiaffo della politica»

ANCONA - Mobilitazione organizzata dall'Arcigay in piazza Cavour dopo la decisione dei senatori di non affrontare il testo del disegno di legge contro le discriminazioni sessuali, di genere e legate alla disabilità

Piazza Cavour questo pomeriggio

Piazza Cavour, cinque mesi dopo. Il 15 maggio i manifestanti si erano mobilitati a supporto del Ddl Zan, disegno di legge proposto per combattere le discriminazioni di sesso, genere e legate alla disabilità, carichi di speranza. Oggi pomeriggio, il presidio per urlare la delusione contro la decisione del Senato di stoppare, di fatto, la procedura per approvare la legge. Come tante altre città italiane, anche Ancona ha risposto alla mobilitazione per protestare contro «la morte del Ddl Zan» ha detto questo pomeriggio il presidente dell’Arcigay Comunitas Matteo Marchegiani.

Matteo Marchegiani

«Abbiamo ricevuto uno schiaffo troppo forte dalla politica. Il Senato – ha detto prendendo la parola all’inizio del presidio – ha ucciso il Ddl e con esso è stata distrutta la possibilità di diventare un Paese normale. Il Ddl è morto, ma noi dobbiamo continuare a vivere in questo mondo. Il Senato ci ha fatto capire che non ha alcun interesse a parlare di noi, a tutelare le minoranze che vengono discriminate. Ma ha interesse a far sì che continuino le discriminazioni contro le donne, le persone Lgbtq+ e i disabili. Vorrei ringraziare la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, perchè ci ha fatto un regalo: ci ha dimostrato come ancora una parte politica del Paese ha paura». Al presidio era presente anche la Cgil, con la segretaria generale delle Marche Daniela Barbaresi: «L’esito della votazione al Senato ha affossato il Ddl Zan, il disegno di legge per il contrasto ai crimini d’odio occasionati dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere o dalla disabilità delle vittime. Uno stop che rappresenta un forte passo indietro nella lotta contro l’omotrasfobia e contro tutte le discriminazioni. Peraltro una legge che era stata fortemente sollecitata anche dall’Unione Europea».

 

Bandiere rainbow nella sede della Cgil regionale

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