Delocalizzazioni, pressione fiscale
e progettualità industriale:
l’ordine del giorno di Marco Tiranti
Dopo un confronto con imprenditori, professionisti e dirigenti aziendali di Castelfidardo, attenti per vocazione alle esigenze del nostro territorio e che presentano un punto di vista focalizzato sulla gestione politica locale, il capogruppo consiliare di Pd-Bene in Comune, Marco Tiranti, ha depositato un ordine del giorno che sarà discusso nei prossimi Consiglio comunali. L’odg parte dall’analisi di alcune criticità esistenti sul territorio marchigiano ma anche italiano sulle quali apre una discussione articolata. L’Italia sta vivendo un periodo storico molto particolare e difficile «che mette a dura prova tutto il nostro tessuto imprenditoriale artigiano, industriale e commerciale, periodo che parte dalla prima crisi economica e finanziaria del 2008 fino ai giorni nostri, – si legge nel testo del documento firmao dal consigliere di minoranza – dove il tutto è stato aggravato dalla comparsa della pandemia da Covid-19. Le risorse economiche che verranno messe a disposizione dall’Unione Europea tramite il Pnrr, per cui i primi progetti dovranno essere pronti nei primi mesi del 2022, saranno la strategia principale per lo sviluppo e il sostegno della società italiana tutta, delle famiglie, della piccola e media impresa, del commercio e dell’industria: un’occasione che, come detto a più riprese dall’attuale Governo, non può andare sprecata e che necessita di una programmazione oculata e a lungo termine».
Con i professionisti e gli imprenditori locali il gruppo Pd-Bic di Castelfidardo ha condiviso le proposte del Governo sulla gestione della delocalizzazione industriale che sono state introdotte nella manovra finanziaria,«ma riteniamo allo stesso tempo tali misure ancora troppo “timide” e mancanti di un’audacia che potrebbe influire maggiormente sulla loro efficacia. Allo stesso modo, abbiamo trovato apprezzabile ma non ancora esauriente la percentuale di tassazione applicata nei confronti delle grandi imprese che operano sul commercio online». Di qui la redazione dell’ordine del giorno da sottoporre al voto del Salone degli Stemmi e da trasmettere poi al Ministro dello Sviluppo Economico on. Giancarlo Giorgetti e al Ministro dell’Economia e Finanze prof. Daniele Franco.

Salone degli Stemmi: i banchi di minoranza alla sedutra di insediamento della nuova consiliatura 2021-2026. Tiranti con la collega di gruppo Piatanesi (eletta poi presidente del Consiglio) è il terzo da destra
Le proposte avanzate dal capogruppo di Pd-Bene in Comune, Marco Tiranti ruotano attorno al fulcro di tre parole: delocalizzazione, tassazione e progettualità industriale. Sulla delocalizzazione: ogni imprenditore nell’ottica della libertà di impresa «può valutare anche la delocalizzazione della propria azienda, ma questa decisione diventa veramente incondivisibile se l’impresa ha usufruito negli ultimi quindici anni di finanziamenti pubblici a fondo perduto o con formule agevolate,- sottolinea Tiranti nel documento – aiuti economici che in definitiva non sarebbero utilizzati per creare lavoro sul territorio e sulle realtà locali. Su questo fronte chiediamo un maggior monitoraggio a lungo termine della modalità di utilizzo di tali fondi e la possibilità che tali somme vengano restituite allo Stato, in ottica di ricollocazione delle stesse per creare ricchezza e sviluppo sul territorio».
Il tema dell’evasione fiscale viene spesso collegato per senso comune alla piccola impresa o ai commercianti, da sempre indicati come candidati evasori.«Chiediamo in questo senso un atto di coraggio, – rimarca Tiranti nel suo odg- togliendo la possibilità alle grandi società di pagare le tasse nei paesi esteri dove si ha la propria sede legale. Riteniamo la realtà dei paradisi fiscali un’ingiustizia economica: le tasse vanno pagate nel territorio di produzione, al fine di sviluppare lo stesso e di proteggerlo dai rischi stessi della produzione e del consumo di territorio, come l’inquinamento». Infine la progettualità industriale.«Da molti decenni in Italia si è persa una vera e propria progettazione industriale. – ricorda il capogruppo Pd-Bic Castelfidardo – Lo Stato ha perso quasi tutti quelli che sono i settori strategici della nostra economia industriale come la meccanica, la chimica e l’energia, per non parlare della gestione della sanità sempre più privatizzata. Aggiungiamo il rischio che la gestione dei servizi essenziali come il controllo delle reti di distribuzione di gas, elettricità ed acqua siano sempre di più affidati a soggetti privati. Ritrovare una progettualità industriale passa dall’investire sulle industrie che vogliono chiudere o dismettere la loro attività. In tal senso si auspica che lo Stato promuova una programmazione congiunta che vada oltre il mero stanziamento di risorse per ammortizzatori sociali a favore dei dipendenti e ne favorisca l’acquisizione da parte delle maestranze, ove queste siano interessate e motivate all’operazione. Si auspica altresì un piano di investimenti in una importante rivoluzione infrastrutturale per rendere più favorevole il contesto nel quale si esplica l’attività economico-produttiva».
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