
La polizia davanti al cantiere (foto d’archivio)
Tentato omicidio alla Fincantieri: operaio condannato a cinque anni di carcere. Questa la pena stabilita in abbreviato dal gup Francesca De Palma per l’operaio bengalese di 40 anni accusato di aver aggredito un suo sottoposto connazionale all’interno del cantiere lo scorso 3 giugno. La vittima, 24 anni, era stata colpita alla testa con una picchetta. La procura aveva chiesto una condanna più pesante: 9 anni e 4 mesi. L’imputato si trova dal giorno dell’arresto, avvenuto a pochi giorni dall’aggressione, nel carcere di Montacuto. All’operaio ferito, parte civile al processo e presente oggi in udienza, il 40enne dovrà intanto versare una provvisionale di 10mila euro. Il 24enne, per due mesi in ospedale e altrettanti in una struttura riabilitativa, non è più tornato al lavoro e sono state avviate le pratiche per fargli riconoscere l’invalidità. Ha difatti subito, a causa dei colpi della picchetta, lesioni permanenti.
Il litigio tra i due, appartenenti a una ditta esterna alla Fincantieri, sarebbe scattato per motivi di lavoro: l’imputato avrebbe chiesto al connazionale di rimanere al cantiere più a lungo per terminare una consegna. Al diniego, sarebbe scattata la lite, terminata con l’aggressione che aveva spedito il saldatore in Rianimazione, con un trauma commotivo e una frattura cranica. La prognosi era rimasta riservata all’ospedale di Torrette per molto tempo. Era stato lo stesso 40enne, alcuni giorni dopo la violenza, a presentarsi spontaneamente in questura per auto-denunciarsi. La Squadra Mobile, poi, lo aveva arrestato e portato nel carcere di Montacuto, dove tuttora si trova. L’imputato è difeso dagli avvocati Nicola Cagia e Simone Matraxia, la vittima è sostenuta dal legale Guido Talarico.
(fe.ser)
Tentato omicidio al cantiere navale: aggressore davanti al giudice
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