Incendio alla raffineria, nove indagati:
primo sopralluogo
nell’area del Cracking termico

FALCONARA - La procura ha nominato un perito per analizzare le cause del rogo scoppiato una settimana fa all'Api. Tra le parti offese c'è il Comune che ha nominato un proprio consulente. Avviati oggi i campionamenti nella zona interessata dalle fiamme

L’incendio all’Api del 24 febbraio

 

Incendio alla raffineria di Falconara: la procura apre un fascicolo, ci sono nove indagati. Tra questi, vertici dello stabilimento, responsabili dei vari reparti e servizi, capi reparto e capi turno. Tre le ipotesi di reato formalizzate dal pm Irene Bilotta: inquinamento ambientale, incendio colposo e getto pericoloso di cose. Si tratta di persone a cui è stato recapitato l’avviso di garanzia come atto dovuto per dare loro modo di partecipare alle operazioni peritali sul luogo del rogo, collocato nell’area del Cracking Termico, posta sotto sequestro. Gli accertamenti sono iniziati questa mattina. Ieri, il conferimento dell’incarico, da parte della procura, all’ingegnere Gabriele Annovi. Avrà 60 giorni di tempo per rispondere ai nove quesiti posti dal pm. Gli indagati hanno nominato loro consulenti, così come le parti offese. Tra queste c’è il Comune di Falconara, rappresentato dall’avvocato Francesco De Minicis.

L’incendio in raffineria

Per quanto riguarda le domande poste dalla procura, la prima è quella relativa alle cause dell’incendio. Capire, dunque, da cosa possano essere derivate le fiamme, valutando anche lo stato manutentivo degli impianti limitrofi. La procura ha anche chiesto al perito di individuare le modalità di gestione dell’emergenza, le modalità di raccolta delle acque di spegnimento del rogo, come sono stati gestiti i rifiuti prodotti dall’incendio.  Da valutare anche l’impatto ambientale dovuto alla combustione e l’eventuale inquinamento portato dall’incendio. Questa mattina sono stati eseguiti i primi campionamenti di acqua dai piezometri e da un serbatoio per il conferimento delle acque di spegnimento dell’incendio. Prelievi anche nelle zone di terreno in prossimità dell’incendio, per analizzare l’eventuale livello di contaminazione. Le fiamme avevano innescato una colonna di fumo visibile fino ad Ancona. Per fortuna non c’erano stati feriti e nel giro di mezz’ora il rogo era stato domato, seguendo i parametri del Pei (Piano emergenza interno). Il Comune ha contestato una comunicazione dell’evento non tempestiva. Accusa che la direzione della raffineria ha sempre rispedito al mittente.

(Redazione CA)

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