Insegnante trova le sue foto su un sito hot,
sotto accusa un 47enne

PROCESSO al tribunale di Macerata. Lei, 54 anni dell'Anconetano, ha raccontato in aula di essere caduta in un vortice di sofferenza quando ha scoperto che otto immagini che la ritraevano senza vestiti dalla vita in giù erano finite sul web. Lui, professionista del Maceratese, deve rispondere di diffamazione. I due non si erano mai conosciuti prima

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Il tribunale di Macerata

 

Insegnante trova le sue foto di nudo pubblicate su un sito hot, a processo per diffamazione un 47enne del Maceratese. La donna, 54enne dell’Anconetano, ha testimoniato stamattina al tribunale di Macerata davanti al giudice Vittoria Lupi, l’accusa era sostenuta dal pm Rocco Dragonetti. I fatti risalgono al 2018.

All’improvviso la donna si è accorta, dopo la segnalazione di un amico, che otto foto che la ritraevano senza vestiti dalla vita in giù erano finite sul sito phica.net. Da lì, come ha raccontato oggi in aula, la sua vita è piombata in un vortice di sofferenza. Dalla paura di cosa potessero pensare a scuola, fino al pensiero di volersi togliere la vita. La 54enne ha detto di aver attraversato mesi terribili, poi decisione di denunciare quanto accaduto. Da lì l’indagine della polizia postale, stamattina è stata sentita anche un ispettore della sezione di Ancona.  Secondo l’accusa sarebbe stato il 47enne ad entrare in possesso delle foto e a pubblicarle. Ad inchiodarlo, sempre secondo l’accusa, l’ip del pc da cui sarebbero state caricate le foto: quello del suo ufficio (lui è un libero professionista), che si trova in una città diversa da quella dove vive.

La difesa, sostenuta dall’avvocato Luca Pascucci, contesta ogni addebito. Secondo quanto ricostruito, tra lui e la 54enne non c’era nessun tipo di rapporto. Né l’uomo ha o aveva rapporti di alcun tipo con l’ex della donna, a cui lei in passato aveva inviato qualche foto che però sarebbero rimaste private. «Tra l’altro non sono stati fatti accertamenti di carattere tecnico peritale sugli strumenti informatici in uso al mio assistito – dice l’avvocato Pascucci – Riteniamo di essere estranei ai fatti e dimostreremo l’innocenza dell’imputato nella prossima udienza».

La 54enne, assistita dall’avvocato Andrea Casagrande, si è costituita parte civile, chiedendo una provvisionale come risarcimento danni di 50mila euro. La prossima udienza il 10 maggio quando saranno ascoltati l’imputato e il consulente tecnico di parte.

(Gio. Def.)

*I nomi non vengono indicati a tutela della vittima

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