di Sabrina Marinelli
Come da tradizione ieri in Municipio si è svolto l’incontro di fine anno tra il sindaco Olivetti e cittadini che hanno voluto partecipare. L’ultimo del suo mandato.
Si è aperto con gli auguri del vescovo della Diocesi di Senigallia Franco Manenti. «Gli auguri non sono mai banali – ha detto – perché gli affidiamo quello che abbiamo nel cuore, quello che desideriamo. Spesso non riusciamo a realizzarlo ma ci riusciamo se ci sentiamo partecipi di una comunità, se ci mettiamo in rete. Il mio augurio innanzitutto è che quello che portate nel cuore si possa realizzare per voi e per le vostre famiglie. Un augurio anche per la nostra città e per il nostro territorio perché siano un luogo dove ci si trova bene, ci si trova a casa per tante ragioni. Che si realizzi con l’apporto di tutti. Possiamo fare molto per realizzare una società serena. Un augurio particolare perché il 2026 lo sarà con le elezioni. Che questo momento di esercizio effettivo di democrazia faccia crescere, impegnati a offrire il nostro contributo di idee, di suggerimenti e di proposte e che il confronto arricchisca le persone, che ci faccia uscire più ricchi di quanto eravamo prima».

Il vescovo Franco Manenti
Massimo Olivetti ha lasciato che aprisse lui la cerimonia del messaggio di fine anno in cui lui poi, essendo l’ultimo, ha ripercorso, partendo dall’inizio: dal 5 ottobre del 2020. «Una vittoria del tutto inaspettata – ha ricordato -. C’era preoccupazione perché è stato un cambio importante, radicale, anche dal punto di vista amministrativo. Eravamo in pieno Covid, più isolati che mai ed estremamente distanti. Il sospetto e appunto la preoccupazione o il timore a distanza di cinque anni si sono completamente dissipati sulla base di alcuni principi. Il primo, contare sugli altri. Ascoltare l’altro mi ha permesso di rimettere in discussione alcune mie scelte che ho potuto correggere. Il secondo: il rispetto delle regole e dell’ambiente. Una volta stabilite, poi vanno necessariamente rispettate perché quella legge che andiamo a violare è contro la società. E poi l’ambiente, ogni volta che piove passiamo notti insonni, sempre in guardia, e questa circostanza ha cambiato e ci ha condotto a un nostro sistema di vita differente».
Un riferimento è andato alla difficoltà nell’amministrare una città. «E’ la posizione del padre di famiglia, quella di un sindaco – ha detto Olivetti -, serve una visione di cosa ha bisogno il territorio, di dove vuole andare, quindi quali obiettivi raggiungere. Cercare di capire non dove sta la ‘pancia’ ma la reale necessità. Ecco perché ci si dovrebbe porre di fronte alla politica amministrativa non in modo veemente e cruento come alcuni social ci stanno imponendo. Questa – ha aggiunto – è una città che ha saputo rialzarsi, senza piangersi addosso, ed è stato possibile grazie alla forza di questa popolazione, alle associazioni, un esempio è la Caritas, che hanno saputo soccorrere chi era in difficoltà. Grazie alle forze dell’ordine e ai tantissimi volontari che si sono messi a servizio dell’emergenza. La nostra attrattività – ha detto con fermezza il sindaco – non è pari ad altre città della nostra regione e frutto di una osmosi che porta a un ripopolamento progressivo tra chi dall’entroterra decide di vivere qui e chi, al contrario, fa la scelta di stabilirsi nelle frazioni. E’ una città dedita al turismo, una scelta perseguita molto tempo fa anche con il decentramento di molte realtà imprenditoriali. Il turismo è dunque diventato la nostra leva economica. Nessun turismo mordi e fuggi, o almeno non solo quello, visto che la media è di 4 giorni e mezzo di permanenza. A tal proposito – ha specificato – le critiche sugli eventi sono infondate. Ci sono serviti per veicolare il nome di una città, soprattutto dopo l’alluvione, una promozione costante del nostro territorio, delle opportunità, di quello che c’era da scoprire e da vivere».
I dati parziali sul turismo per l’anno 2025 (fino a settembre) parlano del 12% di presenze in più rispetto al 2024 e del 22% in più rispetto al 2019. I dati definitivi arriveranno a fine mese. «Il recupero dell’evasione ha permesso di raggiungere la ricchezza che abbiamo» ha specificato il primo cittadino. Il picco massimo nel 2023 con il recupero di 2 milioni e mezzo di euro (2 milioni 519mila euro per la precisione) partendo dai 594mila euro del 2020, arrivando al milione e 359mila euro del 2021, proseguendo con i 2 milioni del 2022 per assestarsi nel 2024 e 2025 con 2,5 milioni di euro. «Non abbiamo tagliato i servizi, non siamo andati a toccare i servizi alle persone più deboli e nemmeno a ciascuno di voi» ha detto rivolgendosi alla platea e illustrando il punto di forza del bilancio di previsione approvato ieri dal Consiglio.
Ha anche ricordato gli aiuti arrivati dal governo centrale in occasione dell’alluvione: 45 milioni di euro di cui 6,5 milioni come contributo di autonoma sistemazione; oltre 20 milioni di contributi alle famiglie; quasi 6 milioni di contributi alle aziende; 3 milioni per le delocalizzazioni, «impensabili fino a qualche tempo fa», e quasi 10 milioni di contributi al Comune per debiti fuori bilancio registrati post alluvione. «Questi stanziamenti e tutto il lavoro fatto durante l’alluvione – ha affermato – ci dovrebbe consentire di accrescere la fiducia verso il pubblico». L’importo in bilancio sul sociale ha poi spiegato che è di 4,9 milioni di euro, di cui 3 milioni circa derivanti da risorse comunali e 1,9 milioni da trasferimenti statali e regionali. «Abbiamo mantenuto il contributo affitti – ha ricordato – che è stato tolto dalla legislazione nazionale e regionale. Il nostro impegno per agevolare le fasce più deboli e i giovani è stato costante. Abbiamo scommesso anche sulla natalità: 41 posti in più e 2 nuovi asili nido». Quanto ai lavori pubblici: «non avrei mai immaginato di arrivare a questa somma» ha esclamato il sindaco. Oltre 109 milioni di euro: 39 milioni su quelli già realizzati; altri 39 su quelli in corso di realizzazione; oltre 15 milioni già appaltati e 16 milioni da appaltare. Sono state riqualificate 26 chilometri di strade, messe in sicurezza alcune frane e altre due, quelle del Filetto, che sono in fase di realizzazione.
«Siamo anche intervenuti e stiamo intervenendo nel centro storico – ha sottolineato – da via Pisacane, all’illuminazione della Rocca fino alla rotatoria La Penna, e Palazzo Gherardi i cui lavori stanno per iniziare. Incrementeremo anche l’impianto di videosorveglianza come deterrente per gli atti vandalici». Alla mancanza di visione, di cui spesso l’opposizione l’accusa, il sindaco Olivetti ha replicato con l’investimento fatto sulle scuole citandone velocemente alcune: il polo delle Marchetti, la Fagnani, la Puccini, quella della Cesanella, le Pascoli e la Collodi. «Le scuole sono fondamentali perché formiamo i ragazzi. Molte avevano problematiche importanti, da quelle strutturali all’adeguamento alle normative antincendio». Una fotografia è stata infine scattata sulla popolazione. In tutto 44.034 abitanti. Da zero a 6 anni sono 1.731 di cui 127 stranieri; dai 7 ai 14 anni sono 2.785, di cui 170 stranieri; dai 15 ai 29 anni sono 6.140, di cui 483 stranieri; dai 30 ai 65 anni sono 21.592, di cui 1.876 stranieri; oltre i 65 anni sono 11.786, di cui 328 stranieri.
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