Fabriano guarda alla Zes
per uscire dalla crisi: «Una grande occasione per imprese e lavoro»

ECONOMIA - Il segnale è arrivato dall' incontro ospitato nel Palazzo del Podestà, dove imprenditori, professionisti, rappresentanti delle associazioni di categoria e amministratori locali si sono confrontati sulle opportunità offerte dal nuovo strumento di sviluppo economico

Mirella Battistoni

Fabriano guarda alla Zes unica come possibile leva per uscire dalla crisi industriale e tornare a crescere. È il segnale arrivato dall’ incontro ospitato nel Palazzo del Podestà, dove imprenditori, professionisti, rappresentanti delle associazioni di categoria e amministratori locali si sono confrontati sulle opportunità offerte dal nuovo strumento di sviluppo economico esteso a Marche e Umbria.

A coordinare i lavori è stata la consigliera regionale Mirella Battistoni, componente della commissione Attività produttive, che ha ringraziato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’assessore regionale allo sviluppo economico Giacomo Bugaro per aver accolto la proposta di organizzare proprio a Fabriano un incontro dedicato alla Zes unica.

La scelta della città non è casuale. Fabriano rappresenta infatti il simbolo di un’industria che per decenni è stata tra le più forti delle Marche e che negli ultimi anni ha attraversato una pesante crisi industriale, occupazionale e demografica. Allo stesso tempo è anche l’emblema di un entroterra che continua a resistere, grazie a un tessuto produttivo composto da multinazionali e piccole e medie imprese capaci di innovare e competere in un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.

Battistoni ha richiamato proprio questa storia e l’identità produttiva della città. «Non posso credere che una città che ha dato i natali a Gentile da Fabriano, che ha diffuso nel mondo la carta e che è stata protagonista dell’industria degli elettrodomestici non possa vivere una nuova stagione di sviluppo». Una riflessione che, secondo la consigliera regionale, riguarda molte aree dell’entroterra marchigiano e umbro, territori ricchi di competenze e identità produttive ma spesso penalizzati dalle trasformazioni economiche degli ultimi anni.

In questo scenario si inserisce la Zes unica, estesa alle Marche e all’Umbria dal 20 novembre 2025 dopo essere nata per il Mezzogiorno. Uno strumento che, secondo i promotori, può rappresentare un’occasione concreta per rilanciare investimenti e occupazione grazie a procedure amministrative più rapide e a incentivi economici già previsti nel bilancio nazionale. Per il triennio 2026-2028 sono infatti stanziati quattro miliardi di euro, risorse che puntano ad attrarre nuovi investimenti, rafforzare le imprese esistenti rendendole più moderne e competitive e favorire la nascita di nuove attività produttive.

L’obiettivo è duplice: sostenere il sistema imprenditoriale e creare nuova occupazione. In particolare per giovani e donne, favorendo allo stesso tempo la ricollocazione dei lavoratori che hanno perso il posto negli ultimi anni. «La Zes – ha sottolineato Battistoni – può diventare un vero motore di rilancio per i territori dell’entroterra e per le nostre imprese». All’incontro sono intervenuti anche il sindaco di Fabriano Daniela Ghergo, il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle finanze Lucia Albano, il coordinatore della struttura di missione Zes unica Giosy Romano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

«Portare questo appuntamento a Fabriano – ha concluso Battistoni – è stato un segnale importante di attenzione verso un territorio che ha vissuto momenti difficili ma che continua a esprimere competenze, capacità imprenditoriale e cultura del lavoro. La grande partecipazione di oggi dimostra quanto sia forte la voglia di ripartenza».

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