«È poco elegante che un assessore – come nel caso dell’anconetano Giovanni Zinni – si occupi di città altrui, tanto più se esprime giudizi superficiali. Come nel caso del trasporto pubblico locale di Jesi, dove l’Amministrazione comunale, fin dall’inizio del proprio mandato, ha chiesto una riorganizzazione del servizio a Conerobus, convinta che, allo stato attuale, non riesca ad esprimere le esigenze della città». Non si è fatta attendere la risposta del comune di Jesi alle dichiarazioni espresse ieri in Consiglio comunale dal vice sindaco anconetano Giovanni Zinni. Argomentando l’impegno nell’elaborazione del piano di ripianamento dei conti del Comune di Ancona, socio di maggioranza dell’azienda di Tpl con il bilancio in sofferenza, ieri nel rispondere a una interrogazione a tema del consigliere dem Giacomo Petrelli, il vice sindaco di Ancona aveva citato a titolo esemplificativo proprio Jesi. «Non mi risulta che il servizio urbano a Jesi sia idilliaco, non mi risulta che lo sia anche in altri Comuni e pertanto ogni perdita che è generata o per Tpl urbano di altri Comuni o per quello extraurbano, incide anche sul Tpl urbano ad Ancona, perché di fatto è l’azienda Conerobus che versa in condizioni di difficoltà» aveva detto Zinni in un passaggio del suo intervento in aula.
L’Amministrazione comunale di Jesi stamattina ha rimandato la palla in campo dorico ricordando che «per supportare Conerobus abbiamo anche stimolato un questionario tra gli utenti, così da avere un quadro conoscitivo migliore. Non abbiamo posto il focus sulle risorse, l’importante è che il servizio funzioni. Sappiamo bene, infatti, che tutti i Comuni delle Marche si trovano a pagare lo scotto della scarsa considerazione che il Governo centrale ha per la nostra regione a cui destina tra le cifre più basse in materia di trasporto pubblico locale. Per questo, invece di polemizzare, rilanciamo: qualora l’assessore del capoluogo di regione volesse andare a Roma per porre il trasporto pubblico locale come questione urgente e necessaria per i servizi del paese, ed in questo fare anche in modo che alle Marche non restino le briciole, siamo disposti volentieri ad accompagnarlo».
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