Crisi Stretto di Hormuz,
s’impennano i prezzi dei materiali:
l’allarme dei costruttori edili

ANCONA – Il settore delle costruzioni osserva con preoccupazione l’evoluzione della crisi internazionale, consapevole che può avere ripercussioni anche sull’economia locale. Il presidente di Ance Ancona: «Tra i prodotti maggiormente esposti alle oscillazioni dei mercati si segnalano acciaio, bitumi, componenti metallici, materiali plastici e isolanti»

Il presidente di Ance Ancona

Guerra e tensioni geopolitiche nell’area dello Stretto di Hormuz stanno già producendo effetti sulle filiere produttive internazionali e iniziano a riflettersi anche sul settore delle costruzioni. A lanciare l’allarme sono le imprese del territorio rappresentate da Ance Ancona, che segnalano un progressivo aumento dei costi delle materie prime e crescenti difficoltà nell’approvvigionamento di alcuni materiali fondamentali per i cantieri. Secondo il presidente dell’associazione dei costruttori, la situazione internazionale sta generando nuove tensioni sui mercati energetici e sui trasporti marittimi, con ricadute dirette sui prezzi dei prodotti utilizzati nel settore edilizio.

«Le imprese stanno già registrando segnali di aumento dei prezzi e maggiore incertezza nelle forniture – spiega il presidente di Ance Ancona, Andrea Morbidelli –. Le tensioni in un’area strategica come lo Stretto di Hormuz, da cui transita una parte rilevante del petrolio mondiale proveniente dai Paesi del Golfo Persico, stanno incidendo sui costi energetici e di trasporto. Questo inevitabilmente si riflette sui prezzi dei materiali utilizzati nei cantieri». Tra i prodotti maggiormente esposti alle oscillazioni dei mercati si segnalano acciaio, bitumi, componenti metallici, materiali plastici e isolanti, tutti elementi fondamentali per la realizzazione di opere edilizie e infrastrutturali. L’aumento dei costi energetici e logistici, spiegano le imprese, si trasferisce rapidamente lungo tutta la filiera produttiva.

«Il problema non riguarda soltanto l’incremento dei prezzi – prosegue il presidente – ma anche la crescente difficoltà nel reperire alcune forniture nei tempi previsti. In diversi casi si registrano ritardi nelle consegne e maggiore instabilità nelle quotazioni dei materiali». Una situazione che rischia di creare criticità soprattutto nei cantieri già avviati e negli appalti pubblici affidati nei mesi scorsi con prezzi definiti in un contesto di mercato differente. Per le imprese del comparto il timore è quello di trovarsi nuovamente ad affrontare una fase di forte instabilità, simile a quella già vissuta negli anni recenti a seguito delle crisi internazionali e delle tensioni sui mercati energetici.

«È necessario – conclude il presidente di Ance Ancona – che venga mantenuta alta l’attenzione su questi fenomeni e che siano garantiti strumenti adeguati di revisione dei prezzi nei contratti, soprattutto negli appalti pubblici. Solo in questo modo sarà possibile tutelare la sostenibilità economica delle imprese e garantire la continuità dei cantieri». Il settore delle costruzioni osserva dunque con preoccupazione l’evoluzione della crisi internazionale, consapevole che le dinamiche dei mercati energetici globali possono avere ripercussioni immediate anche sull’economia locale e sull’operatività delle imprese del territorio

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