Violenza di genere in provincia:
i nuovi dati e una realtà che preoccupa

ANCONA - Il vertice in Prefettura ha analizzato il biennio 2024-2025 e restituito una fotografia complessa del fenomeno

Il Prefetto Maurizio Valiante durante l’incontro

Quasi 1.600 procedimenti per reati legati alla violenza di genere in due anni nella provincia di Ancona. È il dato che emerge dal Report 2026 dell’Osservatorio della rete antiviolenza provinciale, presentato nella mattinata del 13 marzo al Palazzo del Governo durante il tavolo inter-istituzionale convocato dalla Prefettura. Il documento analizza il biennio 2024-2025 e restituisce una fotografia complessa del fenomeno: 865 procedimenti nel 2024 e 760 nel 2025, per lo più legati a maltrattamenti contro familiari e conviventi e ad atti persecutori. Numeri che confermano come la violenza contro le donne continui a consumarsi soprattutto dentro le relazioni più strette, spesso tra partner o ex partner.

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di istituzioni civili, autorità giudiziaria, servizi sanitari e sociali, scuola, ordini professionali, terzo settore e forze dell’ordine. Il lavoro dell’Osservatorio nasce dal protocollo d’intesa del 25 novembre 2021 che ha istituito la rete antiviolenza provinciale e si inserisce nel sistema di coordinamento regionale delle Marche. I dati dell’autorità giudiziaria mostrano anche l’utilizzo delle misure cautelari previste dal cosiddetto “Codice rosso”: 73 nel 2024 e 46 nel 2025, soprattutto divieti di avvicinamento e allontanamenti dalla casa familiare. Un quadro che evidenzia inoltre una presenza significativa della componente straniera tra vittime e autori, superiore al peso della popolazione residente, elemento che richiama la necessità di affiancare alle risposte giudiziarie interventi di integrazione e sostegno sociale.

Un’altra indicazione arriva dai centri antiviolenza, che registrano un aumento delle richieste di aiuto e un abbassamento dell’età delle donne che si rivolgono ai servizi. La violenza psicologica resta tra le forme più diffuse, con conseguenze pesanti anche sui figli minori. Tra i temi emersi c’è anche l’esigenza di rafforzare l’attenzione sulla violenza economica e di consolidare i percorsi di presa in carico sanitaria e socio-assistenziale. La prevenzione passa soprattutto dalla scuola, mentre nel mondo del lavoro le iniziative stanno ancora prendendo forma.

A margine dell’incontro il prefetto Maurizio Valiante ha dichiarato: «Il contrasto alla violenza di genere rappresenta una priorità istituzionale che richiede un impegno costante, coordinato e condiviso tra tutte le componenti della comunità. Il Report dell’Osservatorio costituisce uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione del fenomeno nel nostro territorio e per orientare in modo sempre più efficace le politiche di prevenzione e di tutela delle vittime. Il lavoro svolto dalla rete antiviolenza provinciale dimostra come la collaborazione tra istituzioni, autorità giudiziaria, forze di polizia, servizi socio-sanitari, scuola e realtà del terzo settore possa tradursi in un sistema di protezione concreto e operativo. Rafforzare questa rete significa non solo garantire risposte tempestive a chi subisce violenza, ma anche promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità collettiva, indispensabile per prevenire il ripetersi di tali fenomeni».

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