«Il centro storico di Osimo continua a perdere pezzi. Dopo la chiusura di Desideri, storico negozio di oggettistica, anche ‘Blukids’ abbassa le saracinesche. E prima di loro, tanti altri. Un trend che non accenna a invertirsi. Oggi il centro storico appare sempre più come un dormitorio: spopolato, con arredi urbani trascurati, poco frequentato, con parcheggi introvabili e con troppi locali vuoti. E’ passato il 21 marzo, ma la tanto sbandierata “Primavera” che avrebbe dovuto rilanciare il Centro, promessa dall’amministrazione Glorio, sembra ancora lontana». A scriverlo è Fratelli d’Italia Osimo facendo il verso allo slogan elettorale 2025 che aveva contrassegnato la campagna elettorale delle sindaca Michela Glorio.
«Fin dal nostro insediamento abbiamo ridato impulso al cuore della città. – replica l’assessore Jacopo Celentano – Riprendendo il percorso delle grandi mostre, il cinema al teatrino Campana, nuovi spazi come il Ridotto della Nuova Fenice e il restyling del Foro Boario, il fitto cartellone estivo e poi natalizio, senza dimenticare il sostegno ai commercianti di San Marco e il sostegno alle imprese con le agevolazioni al pagamento della Tari, oltre che le nuove misure per il Piano Sosta assunte cercando di mantenere l’equilibrio tra le esigenze dei residenti e quelle dei commercianti».
Celentano rammenta agli esponenti della minoranza che «la crisi del commercio di vicinato e al dettaglio è purtroppo generalizzata, riguarda tutti i centri storici, anche città a noi vicine guidate da amministrazioni comunali di centrodestra, perché causate da dinamiche che travalicano confini e competenze comunali, come il caro energia, il caro affitti e l’esplosione del commercio online. In un quadro grave a livello nazionale, il Comune può comunque fare qualcosa: abbiamo avviato sperimentazioni sul Piano Sosta, lavoreremo per modernizzare il Tiramisù per un servizio h24, abbiamo allestito, e continueremo a farlo, eventi che catalizzano più flussi di persone in centro. Stiamo studiando misure per agevolare le imprese giovanili e il contenimento dei costi per quelle già presenti, come appunto al pagamento della Tari. Auspico meno demagogia e più contributi costruttivi» conclude l’assessore al centroo storico e alle attività economiche.
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