Con accendino e liquido infiammabile
tenta di dare fuoco ad un portone:
feriti due carabinieri

CASTELFIDARDO - E' successo in via Matteotti. L'uomo è stato prontamente bloccato. Il sindacato Sim Marche: «Evitata una strage, ma serve più prevenzione sul disagio psichico»

Poteva trasformarsi in una tragedia la notte tra sabato e domenica in via Matteotti a Castelfidardo.
Un uomo, in evidente stato di alterazione, si è presentato davanti all’abitazione di un anziano vicino di casa armato di una bottiglia di liquido infiammabile e un accendino, pronto a dare fuoco al portone d’ingresso.
L’intervento tempestivo dei militari della Stazione di Castelfidardo ha evitato il peggio. I carabinieri si sono trovati di fronte a una situazione di estremo pericolo che minacciava l’incolumità non solo della vittima designata, ma dell’intero condominio. Nonostante la violenta aggressione subita durante le fasi del fermo, i militari sono riusciti a immobilizzare l’uomo e a metterlo in sicurezza, riportando tuttavia lesioni giudicate guaribili con prognosi di 10 e 20 giorni.
Sull’episodio è intervenuta con una nota ufficiale la Segreteria Regionale del Sim carabinieri Marche, esprimendo profonda vicinanza ai colleghi rimasti feriti. Secondo il sindacato, solo la professionalità e l’altruismo degli operanti hanno impedito che un dramma personale sfociasse in una strage.
Giuseppe Pezzella, segretario regionale del Sim carabinieri Marche, ha voluto sottolineare l’eccezionalità dell’intervento. «Quello di Castelfidardo – ha detto – non è stato solo un atto di servizio, ma una dimostrazione di straordinario coraggio e senso del dovere. A loro va il nostro plauso più sentito: hanno agito in una manciata di secondi, in condizioni di altissimo stress, riuscendo a disarmare l’uomo e a mettere in sicurezza l’intera area».
Oltre al plauso per il coraggio dimostrato, il sindacato ha sollevato una riflessione critica sulla gestione delle emergenze legate al disagio psichico e all’abuso di sostanze, che vede sempre più spesso le forze dell’ordine come unico presidio sul territorio.
L’organizzazione ribadisce l’urgenza di una rete di assistenza più efficace che non lasci sole le famiglie e che eviti di esporre gli operatori di polizia a rischi così estremi senza adeguati supporti preventivi. Ai due militari, attualmente in fase di recupero, è andato l’augurio di una pronta e completa guarigione da parte di tutte le articolazioni del Sim carabinieri.

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