di Sabrina Marinelli
Il panorama politico senigalliese verso le comunali di maggio appare ancora un cantiere aperto.
Spunta di nuovo l’ipotesi del terzo polo, affidato stavolta a Michele Carboni. Noto amministratore di condomini, tra cui Palazzo Gherardi, che nel 2020 si era candidato nella lista civica Amo Senigallia con Gennaro Campanile candidato sindaco.
A proposito, c’è ancora da collocare l’ex assessore della Giunta Mangialardi, rientrato sì nel centrosinistra ma senza una candidatura ufficiale e soprattutto con la porta lasciata aperta nel centrodestra dal sindaco Olivetti. Gennaro Campanile, nel 2020 determinò l’esito del voto con la sua corsa in solitaria, uscendo dal Pd.
Nonostante il suo rientro nei ranghi del centrosinistra, annunciato da tempo quasi come una formalità, l’ex assessore del Pd non ha ancora sciolto le riserve, preferendo attendere la fine naturale del mandato prima di decidere sul proprio destino politico.
«Tra qualche giorno sciolgo le riserve sul mio futuro – dice Gennaro Campanile -. Prima si conclude il mandato poi si decide. Sono 28 anni che mi candidato e sono sempre stato eletto».
Sa di avere in mano una dote elettorale pesante, per alcuni ingombrante. E’ chiaro che la sua presenza, in termini di voti, può oscurare molti altri candidati meno potenti, ma, al tempo stesso, fa comodo ad entrambi gli schieramenti.
Il candidato del centrosinistra Dario Romano sta cercando di trovargli una collocazione, dopo aver già annunciato il suo ritorno a “casa”. Deve affrettarsi, però, a chiudere la porta. Il suo avversario Olivetti l’ha lasciata aperta nel centrodestra.
Il primo cittadino, in cerca del bis, ha infatti confermato la sua disponibilità al dialogo, sottolineando come la sua coalizione sia ormai un laboratorio politico aperto a chiunque voglia spendersi per la città, indipendentemente dalla provenienza politica. «Campanile lo sa – dice Olivetti – io sono per il dialogo e quando vuole sono qui. Molti si sono avvicinati autonomamente anche dal centrosinistra perché sanno che noi siamo aperti a un progetto che ha come unico obiettivo il bene della città»
In questi giorni si gioca un’altra partita fondamentale, contro il tempo: quella guidata da Michele Carboni. Lui sostiene sia prematuro e nega una candidatura, ma che ci stia lavorando è ben noto a entrambi gli schieramenti. Nulla di ufficiale ancora. Cantiere aperto anche qui.
Il terzo polo, qualora riuscisse a decollare, avrebbe l’obiettivo di riportare alle urne quanti a votare non ci vanno più, non riconoscendosi negli attuali schieramenti. Creare in un paio di settimane un progetto nuovo, tenuto conto che Amo Senigallia volge al tramonto, è una vera impresa.
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