
Uno scatto dei candidati prima della riapertura della lista. Foto che dovrà quindi essere aggiornata.
di Sabrina Marinelli
Ecco la lista del Pd che si presenta ai blocchi di partenza per le comunali di maggio.
La squadra è composta da Alessandra Olivetti, Giovanni Margiotta, Francesco Spinozzi, Anna Paola Fabri, Marco Papa, Cecilia Riganelli, Rodolfo Piazzai, Rayane Moustamsik, Ezio Micciarelli, Mauro Pierfederici, Margherita Angeletti, Simonetta Bucari, Alessandro Pettinari, Luca Angeloni, Luca Sebastianelli, Altivano Barchiesi, Massimo Barocci, Eugenia Sebastianelli, Mauro Bari, Giorgio Gregorini, Elena Mencarelli, Paola Via e Riccardo Mandolini. Un gruppo con una forte presenza di indipendenti, circa la metà dei nomi, e l’accordo politico con Possibile, che vedrà il proprio logo integrato in quello dei dem. La lista era stata chiusa ufficialmente sabato pomeriggio con Chiara Rimini come 24esimo nome ma il quadro è mutato improvvisamente martedì. La sua indisponibilità dell’ultimo minuto, per motivi personali, ha riaperto i giochi.
Questo spazio vuoto sta per essere colmato da un ritorno che fa rumore: quello di Gennaro Campanile. Il suo ingresso, reso possibile proprio dall’uscita della Rimini, rappresenta un passaggio politico delicato, dato che Campanile nel 2020 uscì dal Pd spaccando il centrosinistra e favorendo, di fatto, la vittoria di Olivetti. L’attuale consigliere di Amo Senigallia, civica fondata dopo l’uscita dal Partito democratico, si aspettava già sabato di essere inserito tra i nomi in corsa con i dem ma da indipendente. C’era rimasto male poi il consigliere regionale Maurizio Mangialardi ha dato indicazioni al partito di valutare il suo reintegro. Detto fatto. Anche chi non l’aveva voluto sabato adesso dovrà farselo andare bene.
L’ex candidato sindaco Fabrizio Volpini assicura che non è stato lui a porre veti e che nessuno dal partito l’abbia costretto a “sacrificare” la nuora Chiara Rimini, per fare spazio a Campanile dopo le indicazioni di Mangialardi. «Una casualità – assicura Fabrizio Volpini –, nessuna forzatura da parte del partito e nemmeno da parte mia. E’ stata una sua scelta autonoma, condivisa con la famiglia ma non con me. Io non ho influito minimamente. Quanto a Campanile non ho posto veti anche perché non faccio parte di organismi elettivi. Ho partecipato all’assemblea dove esprimo solo valutazioni politiche». Intanto ieri si è riunito il direttivo e oggi è in programma l’unione comunale per chiudere di nuovo la lista. «Mi sembra probabile un recupero di Campanile» chiosa l’ex senatrice Silvana Amati.
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