«A Sassoferrato è emergenza
medici di famiglia:
l’unica strada è la Sanità Montana»
«Da questo mese, Sassoferrato resterà senza un medico di famiglia. L’ultimo medico andrà in pensione e i suoi assistiti saranno redistribuiti tra i medici di Fabriano, portando il carico di lavoro di alcuni casi a superare i 1500 assistiti, una soglia insostenibile per garantire un’assistenza di qualità. È un problema noto a tutti, tranne al sindaco di Fabriano, sembra. A gennaio, in risposta a una nostra interpellanza, dichiarava che nel territorio di Fabriano non esisteva un problema di medici di famiglia. Ora, messa di fronte alla realtà esposta dalla dottoressa Tatiana Giuliano, coordinatrice dei medici di medicina generale del territorio, con il “question time” del cittadino durante la seduta consiliare del 30 aprile scorso, il sindaco non sa cosa rispondere. Anzi, dice: “Non è una domanda. Sollevi il problema nelle sedi opportune”». A parlare è il consigliere comunale di Fabriano Progressista, Lorenzo Armezzani.
Dai banchi d’opposizione Armezzani ricorda che nel corso dell’ultima seduta consiliare «la dottoressa Giuliano ha esposto al Consiglio un piano di riorganizzazione per arginare l’emergenza: in accordo con i medici di Fabriano, il piano prevede di distribuire gli assistiti fra i medici in modo equo in modo che ciascuno abbia il suo medico di famiglia, mantenere la segreteria, garantire un presidio a Sassoferrato, le visite domiciliari e la continuità assistenziale per i cittadini di Sassoferrato. Il tutto senza costi aggiuntivi per la sanità pubblica. L’Azienda Sanitaria ha bocciato il piano: perché? Forse per risparmiare i soldi del pensionamento del medico di Sassoferrato e procedere verso la progressiva abolizione della figura del medico di famiglia? – si domanda il consigliere comunale – Il medico di famiglia è una colonna portante del nostro Sistema Sanitario e ce ne siamo accorti ancora di più durante la pandemia: conosce la nostra storia clinica e della nostra famiglia, è il primo che chiamiamo quando pensiamo di avere un problema, è una persona che ci accompagna in ogni momento della nostra vita. Eliminare questo rapporto di fiducia significa spingere verso la privatizzazione: saremo assistiti dal medico di turno che ci capita e, se vorremo continuare a essere seguiti dal nostro medico, ci toccherà pagare. I medici così diventeranno facile preda di grandi corporazioni, gruppi medici, farmaceutici e così via che lucreranno sul rapporto fiduciario con i pazienti, a danno dei cittadini. Quindi la domanda è: che facciamo? Ci piace questo andazzo o lo contestiamo? La risposta del sindaco: “Non è di mia competenza”».
Lorenzo Armezzani è critico su questa risposta perché «l’articolo 9 della legge regionale sulla Sanità, affida ai sindaci il compito di definire “le linee di indirizzo per l’impostazione programmatica delle attività, con particolare riguardo all’organizzazione della rete di offerta territoriale”. Il sindaco, quindi, ha il dovere di occuparsene. Il caso di Sassoferrato dimostra che l’unica strada per difendere la sanità del nostro territorio è la Sanità Montana e la Zona Montana. Solo così possiamo garantire il diritto alla salute per tutte e tutti, unendo le forze per difendere i nostri territori e sconfiggere la privatizzazione della salute e il saccheggio del nostro futuro. Dobbiamo allora tornare a mobilitarci per difendere la sanità pubblica e per fare un’Altra Fabriano».
Articoli correlati
Nel piano organizzativo dell’Ast 117 assunzioni per potenziare le Case della Comunità e i servizi di prossimità
Prestazioni sanitarie programmate nei fine settimana anche negli ospedali di Jesi, Senigallia e Fabriano
Nuove case e ospedale di comunità Mangialardi: «Criticità su sei progetti» Calcinaro: «Non sono a rischio»
L’ospedale ‘Profili’ conferma la certificazione per il centro integrato di Oncologia e cure palliative
Torna alla home page














