Strade e scavi,
approvato il nuovo regolamento:
stop ai cantieri sull’asfalto fresco per 3 anni

ANCONA - Rivoluzione per il suolo pubblico: arrivano la gestione digitale, la responsabilità solidale tra committenti e imprese e sanzioni severe per gli operatori scorretti

Lavori stradali (Archivio)

Il Consiglio Comunale ha approvato ieri il nuovo “Regolamento comunale per la manomissione del suolo pubblico e il ripristino delle sedi stradali”, destinato a disciplinare in modo organico gli interventi che comportano scavi, rotture o occupazioni del suolo pubblico.
Tra gli obiettivi principali, la riduzione dei tempi autorizzativi, il miglior coordinamento tra gli interventi sulla rete urbana e il rafforzamento dei controlli sulla qualità dei ripristini. Le nuove disposizioni introducono indicazioni dettagliate su modalità di apertura dei cantieri, sicurezza, materiali e tempi di ripristino definitivo. Il testo sostituisce integralmente il disciplinare in vigore dal 2017 e definisce criteri uniformi per aziende di servizi, gestori di reti e operatori impegnati su strade, marciapiedi e piazze.
La riforma supera la precedente frammentazione normativa introducendo uno strumento organico con valore regolamentare pieno, volto a rafforzare le tutele dell’Ente e la tracciabilità delle opere.
Una delle novità principali è l’introduzione della responsabilità solidale civile, penale e amministrativa tra il soggetto titolare dell’intervento e l’impresa esecutrice, valida anche dopo il collaudo. Inoltre, entro 5 giorni dalla fine dei lavori, sarà obbligatoria un’asseverazione tecnica di regolare esecuzione firmata da un tecnico abilitato, corredata da report fotografici e documentazione sui materiali e sullo smaltimento dei residui.

A tutela del patrimonio stradale, viene introdotto il divieto di scavo sulle carreggiate asfaltate da meno di 3 anni, salvo urgenze o motivi di interesse pubblico. In caso di deroga, il ripristino dovrà interessare l’intera corsia (non solo la fascia di scavo), con sigillature a caldo e una maggiorazione del 30% sulla fideiussione.
L’intero iter viene digitalizzato. La gestione delle pratiche avverrà tramite un canale telematico dedicato, con l’obbligo di allegare planimetrie, relazioni tecniche, cronoprogrammi e computi metrici firmati.
Inoltre nasce un sistema progressivo di valutazione delle imprese. Tre contestazioni formali in un anno potranno determinare l’interdizione dai lavori pubblici da 3 a 12 mesi (e segnalazione all’Anac nei casi gravi). Per contrastare la recidiva, più di due richiami in 24 mesi faranno scattare il raddoppio della fideiussione per i lavori successivi.
Le fideiussioni dovranno essere “a prima richiesta” e valide per 24 mesi dalla fine delle opere. Previsti importi minimi: almeno il 10% del valore dei lavori, con soglie minime di 3mila euro per scavi su asfalto, 2.500 per i marciapiedi e 7.500 per le pavimentazioni storiche (polizza cumulativa fino a 2,5 milioni per i grandi gestori).
Il regolamento vieta gli scavi diagonali, imponendo tagli longitudinali o trasversali eseguiti preventivamente con sega tagliasfalto per evitare cedimenti. Per i riempimenti, il dosaggio del cemento nel misto cementato sale da 80 a 100 kg per metro cubo per garantire maggiore resistenza. Norme specifiche sono dettate infine per mini-trincee, pozzetti e per il ripristino estetico del selciato storico.

 

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