Il Comune si ‘difende’ dalle buche
con un nuovo regolamento: sanzioni
ma anche premi alle imprese virtuose

ANCONA – Il fenomeno rappresenta oltre l'80% delle criticità infrastrutturali sul territorio comunale. Via libera in I e III Commissione consiliare al nuovo disciplinare sulla manomissione del suolo pubblico al voto giovedì in aula. Tra le novità la responsabilità solidale tra committente ed esecutore dei lavori, la gradualità delle fideiussioni, il sistema di rating di affidabilità per le ditte ed il controllo digitale di autorizzazioni e lavori gestito da Ancona Entrate in un canale telematico condiviso con la Polizia locale

I lavori della I e III Commissione consiliare

Si prepara a varare il completo rifacimento della normativa sulla manomissione del suolo pubblico il comune di Ancona, con la delibera approvata dalla I e III Commissione consiliare. Il testo sostituisce integralmente l’Allegato 7 al disciplinare tecnico, collegato a un delibera del 2017 e originariamente a quella del 2003. Con un obiettivo preciso di ‘difendersi’ dalle buche, arginando i cedimenti stradali causati da scavi eseguiti non a regola d’arte. Un fenomeno che rappresenta oltre l’80% delle criticità infrastrutturali della città, secondo quanto emerso oggi durante i lavori delle due Commissioni, propedeutici al voto di giovedì prossimo in Consiglio comunale. Il nuovo regolamento, è ovvio, si applicherà solo dopo la sua entrata in vigore e non sarà estendibile alle situazioni pregresse. Il pilastro del nuovo regolamento è rappresentato dalla responsabilità solidale tra committente ed esecutore dei lavori. Il vecchio disciplinare attribuiva invece le colpe esclusivamente alla ditta operante, adesso entrambe le figure risponderanno in solido a livello civile, penale e amministrativo, eliminando il fenomeno del “capro espiatorio” su cui spesso accadeva che incastrassero i subappaltatori mentre i veri responsabili rimanevano immuni. Una responsabilità che, secondo l’assessore Stefano Tombolini, presente in Commissione, è stata per anni tra i principali motivi delle difficoltà gestionali sul territorio.

Stefano Tombolini (al centro)

Anche gli aspetti economici e sanzionatori sono ben calcolati nel nuovo disciplinare. Sono previsti una fideiussione minima di 3.000 euro per scavi stradali ordinari (con un’integrazione di 180 euro al metro quadrato eccedente i dieci metri), 5.000 euro fissi per le urgenze, e fino a 7.500 euro più 500 euro al mq per il selciato storico del centro. La fideiussione raddoppia in caso di recidiva entro 24 mesi. Non basta. Dopo due richiami formali, l’importo viene immediatamente triplicato, come meccanismo di ‘deterrenza economica’ pensato per incidere direttamente sulle scelte dei gestori di sottoservizi. Obbligatoria è poi l’asseverazione di fine lavori entro cinque giorni dal completamento dell’intervento, redatta da un tecnico abilitato iscritto all’albo e non dal semplice capo cantiere o funzionario del gestore. La mancata comunicazione comporta sanzioni immediate con diffida entro dieci giorni. Se durante i controlli a campione emerge che le asseverazioni sono infedeli, il Comune è autorizzato a segnalare l’illecito professionale nel casellario informatico dell’Anac, con conseguenze che possono andare fino alla sospensione delle attività dell’impresa.

Operai impegnati nei lavori di asfaltatura (Archivio)

E qui si innesta un altro elemento di novità, qual è il sistema di rating di affidabilità per le imprese che introduce un elemento premiale. Alle aziende con rating positivo viene riconosciuta una riduzione del canone unico patrimoniale pari al 40%. Per lavori di lunga durata in occasione di eventi pubblici, la riduzione non si ferma al 70%, un incentivo concreto che premia chi lavora correttamente e disincentiva i ‘giardinieri’ occasionali. Il rating inciderà anche sulle cautele richieste perché le imprese virtuose godranno di condizioni agevolate nei rapporti con l’amministrazione. E’ stato poi spiegato che il controllo digitale è il cuore operativo del nuovo dispositivo. La società partecipata dal Comune, Ancona Entrate, gestirà un canale telematico condiviso con Polizia locale, Servizio manutenzioni e verde pubblico, che renderà tracciabile ogni autorizzazione, consentendo di identificare i cantieri che non hanno completato le procedure di asseverazione nei termini previsti. Il sistema ha lo scopo dichiarato di ovviare all’impossibilità strutturale del Comune di verificare personalmente tutti gli interventi – ha spiegato l’assessore –  con 370 chilometri di strade comunali e una squadra edilizia fortemente ridimensionata, il controllo sociale dei cittadini e quello della Polizia locale devono essere integrati da uno strumento di monitoraggio sistematico.

Sulle aree asfaltate nei tre anni precedenti la manomissione vale un divieto pressoché assoluto. Se l’intervento su strada è comunque ammesso, la riparazione dovrà interessare l’intera larghezza della carreggiata per garantire continuità e durabilità al manto stradale. Per il centro storico, l’utilizzo di materiali bituminosi a freddo è esplicitamente vietato; deve essere obbligatoriamente impiegato materiale a caldo. La garanzia di ripristino deve coprire almeno due anni dall’esecuzione dei lavori, un periodo che le amministrazioni cittadine conoscono bene come quello in cui si manifestano i cedimenti differenziali più evidenti.

Via Isonzo (archivio)

In Commissione è stato citato anche il caso di via Santa Margherita che ha fatto quasi da banco di prova concreto. Qui la Polizia locale ha contestato ben 28 violazioni a una ditta operante per un distributore di servizi e le trattative hanno portato al coinvolgimento dell’azienda al ripristino delle aree sanzionate entro tempi brevi, con un tecnico dedicato alla verifica dei lavori. Un questione che dovrebbe essere sulla strada della risoluzione anche se il Comune si è riservato di avviare le azioni legali per il danno patrimoniale se i risultati non dovessero arrivare in tempi utili. L’assessore Tombolini durante il confronto  ha sottolineato una debolezza dell’Amministrazione comunale evidenziando come «di cose ne facciamo tante, ma magari non vengono comunicate tutte». Ha tenuto soprattutto a ricordare che  il nuovo regolamento è stato redatto sotto la direzione dell’ingegner Borgognoni con il supporto tecnico del dottor Palmieri dell’Ufficio Tecnico. Prima del voto i consiglieri Massimo Mandarano (gruppo misto- Progetto Marche Vive Casa Riformista), Jacopo Toccaceli (FdI), Annalisa Pini (Civitas Civici) e Arnaldo Ippoliti (Ancona Protagonista) hanno elogiato l’impegno profuso dagli uffici comunali per elaborare il dispositivo. La sfida vera si presenterà nella fase applicativa con la geo-referenziazione degli scavi, un’evoluzione auspicata da più parti ma ancora irrealizzabile per carenza di risorse tecniche e quindi al momento accantonata come obiettivo futuro.

(Redazione CA)

 

Lavori stradali, stop ai ripristini scadenti: pronto il nuovo regolamento

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