«Va deciso ora il futuro
dell’Inrca della Montagnola»

ANCONA – La consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) esprime forte preoccupazione per l'orientamento che prenderà la gestione del complesso ospedaliero una volta che i reparti saranno trasferiti nel nuovo presidio sanitario in costruzione all’Aspio di Camerano, temendo che le logiche commerciali prevalgano sul valore sociale e scientifico dell'istituto. Una mozione della minoranza bocciata in Consiglio comunale proponeva di trasformare l'area in un polo socio-sanitario integrato, capace di rispondere alla crescente domanda di assistenza per gli over 65

Il cantiere del nuovo Inrca a Camerano, la foto è stata scattata una settimana fa

Il dibattito sul futuro delle strutture sanitarie di Ancona, in particolare dell’Inrca di via della Montagnola, torna ad accendersi con un intervento della consigliera comunale del Pd Mirella Giangiacomi che punta il dito contro la gestione della Regione e dell’amministrazione comunale. Al centro dell’attenzione viene messo il passaggio di consegne tra la storica sede dell’Inrca alla Montagnola e la nuova struttura ospedaliera di Ancona Sud in costruzione all’Aspio di Camerano che in futuro (al momento senza date certe) ingloberà i reparti dell’Inrca di Ancona e di Osimo. «La pubblicità è l’anima del commercio. Mai espressione fu più appropriata per descrivere il modus operandi del Governo regionale e dell’amministrazione comunale. – esordisce una nota della consigliera dem – Acquaroli, Baldelli e Bugaro inaugurarono, con stampa al seguito, lo “scatolone vuoto” del nuovo Inrca di Ancona Sud. Naturalmente nell’estate del 2025, a poco più di un mese dalle elezioni. Da allora, il silenzio più totale: nessuna chiarezza su quando la struttura sarà realmente operativa e, soprattutto, su quali servizi ospiterà. Nel frattempo è stata bocciata dalla maggioranza consiliare la mozione presentata dai consiglieri regionali di opposizione, con prima firma Antonio Mastrovincenzo, che chiedeva attenzione sul futuro dell’attuale ospedale della Montagnola e sulla grande opportunità di destinarlo a un utilizzo pubblico socio-sanitario, capace di rispondere ai crescenti bisogni assistenziali della popolazione anziana».

L’attuale  presidio ospedaliero dell’Inrca di Ancona alla Montagnola

La scorsa settimana il Consiglio comunale di Ancona ha discusso due mozioni – una di maggioranza e una di minoranza – entrambe incentrate sul futuro della sede Inrca della Montagnola. «Entrambe- prosegue Mirella Giangiacomi – riconoscevano la necessità di attivare un tavolo di confronto tra Regione Marche, Inrca, Comune e organismi di rappresentanza di associazioni e cittadini. Il Comune di Ancona, per le funzioni che gli competono, deve avere un ruolo attivo nell’individuare soluzioni che consentano la coesistenza di attività sanitarie, socio-sanitarie e di altri servizi pubblici all’interno degli immobili interessati. A partire dalle esigenze assistenziali della cittadinanza, occorre ridefinire l’utilizzo degli spazi che verranno liberati, scongiurando il rischio di abbandono di un’area strategica della città, ricca di servizi e risorse per l’intera comunità. Il destino dell’area della Montagnola deve essere deciso prima del trasferimento nel nuovo ospedale di Ancona Sud, affinché continui a essere utilizzata per attività utili ai cittadini all’interno di un nuovo modello organizzativo». La necessità di questo intervento appare supportata da dati demografici allarmanti

Mirella Giangiacomi

«Nella nostra mozione sottolineavamo come ad Ancona il 47% della popolazione abbia più di 65 anni. I prossimi anni imporranno alla comunità di rispondere a bisogni assistenziali sempre più complessi, con un prevedibile incremento delle non autosufficienze e con il problema della solitudine, vero moltiplicatore di fragilità sociali e sanitarie. – ricorda Giangiacomi – Per questo proponevamo di prevedere, nella sede della Montagnola, attività direttamente assistenziali quali: punto di accoglienza e informazione; punto salute e primo intervento; fisioterapia e riabilitazione ambulatoriale; centro Alzheimer; centro antidiabetico; poliambulatori specialistici; centro prelievi; attività vaccinali; degenze per cure intermedie; Rsa; laboratorio clinico; spazi per l’attività associata dei medici di medicina generale; alloggi protetti e residenze protette per anziani. Accanto a queste, anche attività non direttamente assistenziali ma Comunicato stampa comunque di rilevanza sociale. Ricordavamo inoltre che l’Inrca è l’unico Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico specializzato in geriatria presente in Italia. Un patrimonio di competenze e conoscenze costruito grazie al lavoro di ricercatori impegnati nella ricerca di base, clinica e applicata, trasferibile concretamente nella vita quotidiana dei cittadini».

In chiusura di comunicato, Mirella Giangiacomi esprime forte preoccupazione per l’orientamento che sta prendendo la gestione dell’area, temendo che le logiche commerciali prevalgano sul valore sociale e scientifico dell’istituto. «L’Inrca ha contribuito anche alla stesura della legge delega in materia di invecchiamento attivo e assistenza agli anziani non autosufficienti. Proprio questa esperienza dovrebbe essere tradotta, a livello di politica regionale, in modelli innovativi di assistenza socio-sanitaria, indispensabili per decongestionare servizi sanitari oggi in evidente difficoltà. Considerata la sostanziale condivisione degli obiettivi contenuti nelle due mozioni, avevamo proposto di arrivare a un testo unico di sintesi. La maggioranza ha rifiutato la proposta, contestando persino il riferimento alle attività assistenziali da garantire nella sede della Montagnola, arrivando ad accusarci di “ volere fare contenti quegli operatori che vogliono continuare a lavorare in Ancona o fare gli interessi dei primari” e sostenendo che il ruolo del Comune debba essere esclusivamente quello di accelerare la variazione di destinazione d’uso dell’immobile sulla base di future indagini di mercato. La nostra mozione è stata quindi bocciata. E il mercato, ancora una volta, ringrazia» conclude la consigliera comunale del Pd Ancona.

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