«Entro giugno un protocollo
per rafforzare la sanità di comunità»

L'INCONTRO della Cisl Marche all’auditorium Pertini a Fermo. Il segretario Marco Ferracuti: «Serve rafforzare la medicina territoriale». Il governatore Francesco Acquaroli: «Costruiamo la sanità del territorio, ma per farlo c’è bisogno di sinergia». L’assessore Paolo Calcinaro: «Nella case di comunità bisogna immettere risorse e servizi diversi da quelli che già ci sono nella regione»

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Il convengo di Cisl Marche

«Entro giugno chiediamo di sottoscrivere un protocollo con la giunta regionale per regolamentare i rapporti con le organizzazioni sindacali riguardo la sanità di comunità. Serve rafforzare la medicina territoriale che significa ripensare il modello di welfare, renderlo più accessibile». Queste le richieste espresse dal segretario generale Cisl Marche Marco Ferracuti che presenta alla regione una proposta del sindacato per una sanità di comunità. 

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Francesco Acquaroli

Palcoscenico dell’incontro di questa mattina l’auditorium Pertini a Fermo, dove si è parlato della medicina del territorio. Sala gremita, in prima fila il governatore della regione Marche Francesco Acquaroli che ha detto: «L’ascolto e il confronto sono una ricchezza e ringrazio la Cisl per le proposte avanzate. Bisogna avere visione e capacità di programmazione analizzando la trasformazione della società. Dobbiamo fare una scelta: costruiamo la sanità del territorio, ma per farlo c’è bisogno di sinergia. Non è una sfida di parte, tutti dobbiamo esserne protagonisti. Proveremo a farlo con il nuovo piano socio sanitario regionale, non un libro dei sogni ma un libro di obiettivi».

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Ha fatto eco l’assessore Paolo Calcinaro: «La regione Marche è tra quelle messe meglio in ambito nazionale per le case di comunità. La sfida che stiamo vincendo è quella di farle funzionare al meglio con gli operatori necessari e le strumentazioni. Medici, infermieri ma anche specialisti che possano lavorare fianco a fianco. Nella case di comunità bisogna immettere risorse e servizi diversi da quelli che già ci sono nel territorio. A partire dalla gestione dei pazienti con codici bianchi e verdi che di solito affollano i pronto soccorso».

Introduzione a cura di Francesco Enrichens – collaboratore dell’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – che ha analizzato i contenuti e la sostenibilità della riforma dell’assistenza territoriale: «L’obiettivo è passare da una sanità che esegue prestazioni episodiche ad una che si prende carico in modo continuativo della persona».

Contributi ed esperienze sono state portate da Alessandro Contadini, segretario generale aggiunto della Funzione pubblica Cisl Marche, Roberta Stopponi, segretaria generale Cisl medici Marche, Francesco Piergiovanni, infermiere di famiglia e di comunità dell’azienda sanitaria territoriale di Pesaro Urbino, e Silvano Giangiacomi, segretario generale dei Pensionati Cisl Marche. «Il nostro modello di assistenza territoriale non è ancora attrezzato in modo adeguato per far fronte alle sfide dell’invecchiamento della popolazione – ha sottolineato Giangiacomi -. Cosa fare? Non esiste una risposta univoca, la parola chiave è integrazione. La casa è il primo luogo di cura, investire in assistenza domiciliare è la scelta sostenibile da valorizzare».

In sala oggi c’era anche il segretario generale di Cisl Marco Ferracuti, l’assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali Paolo Calcinaro, il segretario regionale della federazione dei medici di medicina generale Paolo Misericordia e di Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp nazionale. Misericordia ha detto: «Cambiamento, ma non stravolgimento del rapporto fiduciario tra medico ed assistito. I medici di medicina generale stanno cercando strutture dove poter svolgere proficuamente il proprio lavoro».

L’analisi del segretario generale Cisl Fp nazionale, Roberto Chierchia: «Il Covid ci ha dimostrato che non si poteva fare attività ospedaliera senza prima creare una rete territoriale di presa in carico del paziente. Bisogna mettere in campo équipe multidisciplinari e non ragionare come solisti. I professionisti della salute vanno valorizzati per la qualità del lavoro sul territorio che fanno, anche per rendere attrattive queste professionalità. Dobbiamo lavorare sui contratti e dunque trovare le risorse».

Il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Abbiamo provato a lanciare degli sguardi: non solo approfondimento tecnico ma prospettiva. Contenuti per condividere la responsabilità comune, ricostruire insieme una sanità che non lasci sole le persone, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità. La qualità di un sistema sanitario non si vede solo dagli ospedali e dalla gestione dei problemi di elevata intensità assistenziale, ma anche dalla capacità di essere presenti accanto alle persone quando ne hanno bisogno. La sfida, marchigiana e nazionale, è quella di una sanità predittiva e dinamica, radicata nel territorio, capace di leggere i bisogni della comunità, evitando che le fragilità diventino emergenza. Le riforme che lasciano un segno richiedono tempo, coraggio e capacità di ascolto: come Cisl daremo il nostro contributo. La salute ha bisogno di sociale, non coincide solo con la cura e l’assistenza ma richiede ascolto, orientamento, accompagnamento e prevenzione».

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