Lanterna Azzurra, in carcere il dj-gestore.
Trasferito a Montacuto,
dovrà scontare 5 anni
di Sabrina Marinelli
Si sono aperte le porte del carcere per Marco Cecchini, dj e gestore della Lanterna Azzurra di Corinaldo.
Ieri sera i carabinieri hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Ancona.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei confronti del 38enne di Corinaldo, trasferito dai militari nel penitenziario di Montacuto, dove dovrà scontare cinque anni per omicidio colposo e crollo di costruzioni o altri disastri dolosi.
Reati che fanno riferimento alla tragedia avvenuta la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018, nella discoteca in cui morirono cinque adolescenti e una madre.
«Secondo me è colpa dell’apertura della discoteca concessa con un atto illecito, come ha dimostrato il processo di primo grado – interviene Fazio Fabini, che alla Lanterna Azzurra ha perso la figlia Emma -.. La discoteca doveva essere chiusa senza se e senza ma, e, in un locale chiuso, non sarebbe successo niente. Che Cecchini sia finito in carcere è solo un bene per la società. Ma lo stesso trattamento, nel rispetto dei morti di Corinaldo, lo vorrei vedere anche per i componenti della commissione sulla sicurezza». Per loro è in corso il processo d’appello.
Alla Lanterna Azzurra persero la vita Emma Fabini, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Asia Nasoni e Daniele Pongetti oltre ad Eleonora Girolimini. Era andata ad accompagnare la figlia con il marito Paolo Curi, che così commenta la notizia della carcerazione di Marco Cecchini: «per me è una grossa soddisfazione, sono felice e mi sembra una cosa giusta e dovuta che rende un po’ di giustizia a Eleonora e alle altre vittime»
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