L’architettura del Novecento
e la memoria urbana: Ancona entra
nella rotta culturale europea Atrium

IL CAPOLUOGO dorico è stato ammesso ufficialmente nell'itinerario del Consiglio d'Europa. L'iniziativa valorizza il patrimonio architettonico del secolo scorso in chiave critica e democratica, rafforzando la corsa ad Ancona Capitale della Cultura 2028

Un momento della conferenza

Nuove e importanti prospettive internazionali si aprono per il capoluogo marchigiano. Ancona entra ufficialmente in Atrium (Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory), l’itinerario culturale europeo riconosciuto dal Consiglio d’Europa.
Si tratta di una rete transnazionale dedicata alla valorizzazione delle architetture dei regimi totalitari del Novecento e della loro memoria urbana, con l’obiettivo fondamentale di promuovere i valori umani e democratici dello spazio europeo.
L’ingresso della città è stato ratificato a Cracovia, in Polonia, durante l’Assemblea annuale della Rotta culturale. Questa mattina, in Comune, è stata presentata l’adesione con la consegna ufficiale dell’attestato, alla presenza dell’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, del Presidente di Atrium Ulisse Tramonti, della direttrice Claudia Castellucci e di Barbara Toce, collaboratrice del Dossier di Ancona Capitale della Cultura 2028 per gli aspetti internazionali.
L’ingresso in questa prestigiosa rete rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di valorizzazione della città, soprattutto in vista della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Tra i primi luoghi inseriti nel percorso locale figurano monumenti e spazi simbolo del Novecento dorico: il Monumento ai Caduti del Passetto, il Viale della Vittoria, lo Stadio Dorico, il Palazzo delle Poste, il Palazzo del Popolo e la Casa del Mutilato. L’obiettivo è ora costruire un itinerario strutturato, dotato di materiali scientificamente verificati, guide multilingue e attività mirate per scuole, cittadini e turisti.

«L’ingresso di Ancona in Atrium è un risultato importante perché ci permette di valorizzare una parte fondamentale della città, spesso osservata solo nella sua funzione quotidiana e non sempre riconosciuta nel suo valore storico, architettonico e culturale. Il quartiere Adriatico, il Viale della Vittoria, il Passetto e tanti altri luoghi del Novecento raccontano una fase decisiva della trasformazione urbana di Ancona. Atrium ci offre l’occasione di inserire questo patrimonio dentro una lettura europea, critica e consapevole. E’ esattamente il tipo di lavoro culturale che vogliamo portare avanti verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028» ha dichiarato l’assessore Marta Paraventi, ricordando come la città stia rafforzando il proprio ruolo europeo anche attraverso la partecipazione ad altre rotte come Destination Napoleon e Iter Vitis.
Il network di Atrium si concentra sulla gestione del cosiddetto “patrimonio dissonante”, offrendo strumenti di riflessione civile contro i nuovi nazionalismi e le tensioni geopolitiche attuali. La candidatura di Ancona è stata accolta con grande entusiasmo dai vertici dell’associazione proprio per la qualità del progetto presentato.

«L’ottimo dossier di candidatura sottoposto dal Comune di Ancona per l’ingresso in Atrium dimostra un forte interesse e impegno nello sviluppo di attività di conoscenza e valorizzazione critica del rimarchevole patrimonio architettonico realizzato in Ancona durante il periodo fascista. Poterlo fare anche nel contesto della Capitale italiana della cultura 2028 rappresenta un forte valore aggiunto» ha sottolineato Ulisse Tramonti, presidente di Atrium.
Grazie a questa adesione, Ancona entra stabilmente in un circuito di scambio che consentirà di sviluppare forti sinergie con altre città europee, attivare collaborazioni scientifiche con università e istituti di ricerca, e intercettare un flusso di turismo culturale qualificato e consapevole.

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