“Da varco a destinazione”:
la nuova sfida di Ancona
Capitale della Cultura verso il 2028

TURISMO - Al via la rivoluzione dell'accoglienza a Palazzo degli Anziani dove sarà creato l’Urban Center-Porta delle Marche, una vetrina permanente per le eccellenze regionali e il Made in Italy e nuovo hub tecnologico per intercettare i flussi turistici e valorizzare borghi, artigianato e territorio. Ok della Giunta comunale al progetto finanziato per il 75% con fondi ministeriali e alla sua candidatura nell’ambito dell’avviso pubblico Funt 2026

Palazzo degli Anziani

In vista del 2028, anno in cui sarà Capitale Italiana della Cultura, Ancona accelera verso il grande appuntamento con la storia, compiendo un passo in avanti verso un modello di sviluppo turistico basato su «qualità, sostenibilità, accessibilità, innovazione e valorizzazione del Made in Italy». La Giunta comunale ha infatti approvato un progetto ambizioso, finalizzato a rivoluzionare l’accoglienza e la promozione del territorio. Si tratta dell’iniziativa “Da varco a destinazione -Urban Center di Ancona- Porta delle Marche” che sarà pienamente operativo entro il 2028. Una proposta che punta a trasformare radicalmente il modo in cui i visitatori scoprono le eccellenze regionali. Il punto centrale dell’idea è la creazione di un’infrastruttura integrata per l’accoglienza e l’informazione, concepita non come un semplice ufficio, ma come una «vetrina permanente delle eccellenze marchigiane». «Il progetto mira a trasformare Ancona da varco di transito a destinazione turistica, realizzando l’allestimento fisico e tecnologico dell’Urban Center delle Marche al piano terra del Palazzo degli Anziani: un hub di accoglienza, informazione e promozione del territorio, aperto tutto’ l’anno. L’intervento risponde alle criticità strutturali della destinazione intercettando i grandi flussi in transito dal porto e dalla stazione e ridistribuendoli verso la città, le frazioni, i borghi e l’entroterra. Finanziato con risorse del Funt di conto capitale, è progettato per essere pienamente operativo nell’anno in cui Ancona sarà Capitale Italiana della Cultura, il 2028» si legge nella relazione allegata alla delibera di giunta.

Un progetto proiettato, quindi, a costruire un ecosistema capace di valorizzare il patrimonio culturale, l’artigianato di pregio e le produzioni del Terzo settore, creando sinergie tra pubblico e privato per rafforzare l’attrattività del capoluogo di regione da posizionare come un «nodo strategico del sistema turistico regionale». Il nuovo Urban Center dovrà fungere da ponte tra la costa e le aree interne, consolidando il ruolo della città come porta d’accesso privilegiata verso l’intera Regione Marche ma anche verso il bacino del Mediterraneo con gli obiettivi di «aumentare la permanenza media dei visitatori e la spesa turistica sul territorio; rafforzare l’internazionalizzazione dei flussi turistici; contribuire alla destagionalizzazione, distribuendo le presenze oltre i mesi estivi; riequilibrare la distribuzione territoriale dei flussi verso frazioni, borghi ed entroterra, in una funzione di scala regionale».

C’è anche la volontà di qualificare l’esperienza del visitatore attraverso strumenti innovativi e digitali, il riuso e integrazione di asset esistenti (visori Vr comunali, sito turistico) e raccordo con gli strumenti regionali e nazionali (come ad esempio Atim, Digital Hub Marche, portale Italia.it), in coordinamento con la governance, di destinazione e con il percorso di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Per finanziare questa trasformazione, la Giunta comunale, lo scorso 28 maggio, ha deliberato la partecipazione del progetto al bando Funt 2026, legato al Fondo Unico Nazionale per il Turismo del Ministero. Con questa candidatura si cercherà di intercettare la quota di risorse destinata agli enti locali, con l’obiettivo di realizzare interventi materiali e infrastrutturali che garantiscano uno sviluppo sostenibile e un impatto positivo sul piano sociale ed economico del territorio. Il quadro economico dell’intervento è stimato in 128.580 euro complessivi.

La cifra coprirà diverse aree cruciali, dagli allestimenti per 35.000 euro, alle attrezzature multimediali per 34.000 euro, fino ai contenuti digitali e alle dotazioni specifiche per l’accessibilità, elementi fondamentali per garantire una fruizione inclusiva del servizio. Il piano prevede inoltre un investimento in termini di personale specializzato e componenti tecnologiche di destinazione. In caso di esito positivo della candidatura, il Comune si impegna a coprire il 25% dei costi totali tramite risorse proprie, garantendo circa 32.145 euro. La restante quota, pari al 75% del valore dell’opera, circa 96.435 euro, verrebbe invece erogata dal Ministero del Turismo tramite un contributo a fondo perduto, permettendo così di realizzare l’opera senza gravare eccessivamente sulle casse comunali.

(Redazione CA)

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