Il vino come motore del turismo:
da Camerano l’appello a non disperdere
il patrimonio Moncaro

CRISI - Il sindaco Mercante ricorda che dietro ogni bottiglia ci sono tradizioni e competenze uniche. Richiesto un piano straordinario per favorire l'acquisizione e il rilancio immediato della struttura aziendale

Il sindaco di Camerano, Oriano Mercante

La riapertura a Montecarotto, dopo l’aggiudicazione dello stabilimento e delle linee di imbottigliamento, rappresenta un primo segnale positivo dopo la grave crisi che ha interessato Moncaro. Ora è necessario che l’attenzione delle istituzioni si concentri anche sugli altri siti produttivi e, in particolare, sullo stabilimento di Camerano.
«Auspichiamo che possa essere individuata quanto prima una soluzione concreta anche per la sede di Camerano, con l’obiettivo di consentirne l’acquisizione, la riapertura e il pieno rilancio dell’attività produttiva», dichiara Oriano Mercante sindaco di Camerano.
La presenza di una cantina nel territorio comunale non ha soltanto un valore economico e occupazionale. Le aziende vitivinicole svolgono una funzione essenziale di presidio delle aree rurali: garantiscono la cura dei vigneti, la manutenzione dei terreni e la salvaguardia di un paesaggio che rappresenta una delle principali risorse delle Marche. L’abbandono delle coltivazioni avrebbe inevitabilmente conseguenze negative anche sotto il profilo dell’equilibrio idrogeologico, soprattutto nelle zone collinari.
«Il settore vitivinicolo — prosegue il sindaco — non può essere considerato un comparto produttivo come gli altri. Dietro ogni bottiglia vi sono aziende agricole, lavoratori, competenze, tradizioni e un’attività quotidiana di tutela del territorio. La viticoltura contribuisce inoltre in maniera decisiva alla promozione turistica e alla riconoscibilità delle Marche, un obiettivo sul quale la Regione investe giustamente risorse significative».
Per queste ragioni, l’amministrazione comunale di Camerano sollecita un maggiore impegno della Regione Marche affinché vengano attivati tutti gli strumenti possibili per favorire l’acquisizione e la riapertura dello stabilimento, accompagnando il rilancio del sito produttivo e sostenendo l’intero sistema delle imprese vitivinicole locali.
«È necessario unire gli sforzi — conclude Mercante — per evitare che un patrimonio costruito nel tempo venga disperso. Difendere le cantine significa tutelare il lavoro, l’agricoltura, il paesaggio e l’identità stessa del nostro territorio».

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