Ipotesi crematorio a Bolignano, Nobili:
«Il Comune ha preso atto delle criticità
a Tavernelle ma serve un Piano regionale»

ANCONA – Il capogruppo regionale di Avs rileva che «mentre l’Amministrazione comunale ha proposto l’individuazione di un nuovo sito, il governo regionale si sottrae al confronto in aula sulla mia mozione e continua a rinviare ogni decisione. Il tema non riguarda solo Ancona, ma l’intera rete degli impianti crematori marchigiani»

Ancona, il rendering del progetto di impianto crematorio

«Le Marche sono ancora prive di un Piano regionale di coordinamento degli impianti crematori, lo strumento indispensabile per stabilire dove questi siti debbano essere localizzati sulla base di criteri oggettivi di carattere ambientale, sanitario, urbanistico e demografico. È ciò che denuncio da tempo, come capogruppo di Avs, attraverso una mozione depositata in Consiglio regionale». Il consigliere regionale Andrea Nobili torna ad esprimere perplessità in una nota sulla Giunta all’indomani della notizia che il Comune di Ancona, «ha individuato una nuova localizzazione per il crematorio, spostandolo da Tavernelle all’area dell’ex inceneritore di Bolignano e prendendo così atto delle criticità emerse negli ultimi anni e della forte mobilitazione civica, che aveva evidenziato i limiti del progetto originario». Sarebbe emersa ieri, dopo mesi di studio e confronto a seguito del dietrofront sul progetto originale al cimitero di Tavernelle, nel corso di una riunione della maggioranza del sindaco Silvetti la proposta della possibile realizzazione alternativa dell’impianto di cremazione nel sito dell’ex inceneritore di Bolignano (la ciminiera fu abbattuta nel 2005), tra la rocca e la valle dell’Aspio.

«Ma mentre il Comune, nel bene o nel male, assume una decisione – osserva il capogruppo di Avs – la Regione Marche continua a non fare ciò che la legge e il buon senso le impongono: pianificare». «La mia mozione avrebbe dovuto essere discussa la scorsa settimana, ma l’assessore competente ha improvvisamente lasciato l’Aula, impedendo di fatto il confronto politico su una questione che riguarda l’intero territorio marchigiano. Un episodio che considero profondamente irrispettoso nei confronti del Consiglio regionale e dei cittadini che attendono da anni una scelta di sistema”, afferma Nobili. «In assenza di una programmazione regionale – prosegue – ogni scelta rischia di trasformarsi in una vicenda esclusivamente locale e inevitabilmente conflittuale, nella quale i cittadini vengono chiamati a confrontarsi soltanto quando le decisioni sono ormai sostanzialmente prese».

Andrea Nobili

Secondo Nobili, «il tema non riguarda soltanto Ancona, ma l’intera rete degli impianti crematori marchigiani: la loro distribuzione sul territorio, gli impatti cumulativi, le esigenze delle comunità e la tutela della salute e dell’ambiente.  Sono valutazioni che possono essere affrontate soltanto attraverso una visione regionale, non mediante decisioni episodiche. La Regione continua invece a scaricare ogni responsabilità sui Comuni, rinunciando al proprio ruolo di indirizzo e coordinamento. Su questo tema la Giunta Acquaroli continua a scegliere la strada più comoda: non decidere. E quando il Consiglio prova a chiedere conto di questa inerzia, si sottrae perfino al confronto in Aula. Per questo ribadisco la richiesta contenuta nella mia mozione: la Regione approvi finalmente il Piano regionale di coordinamento degli impianti crematori e, fino ad allora, valuti una moratoria sulle nuove localizzazioni, evitando che ogni territorio venga lasciato solo ad affrontare questioni tanto delicate».



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