Impianto di cremazione, Tombolini:
«Valutiamo la possibilità
di procedere in un’ottica di Area Vasta»

INTERROGATO dal consigliere Francesco Rubini (Aic) sull’ipotesi di realizzarlo a Bolignano nonostante i vincoli ambientali, stamattina in aula l’assessore ha ribadito che l’obiettivo primario dell'amministrazione è delocalizzare l'impianto dal cimitero di Tavernelle e che al momento non c’è un sito individuato

Uno dei cartelli di protesta esposti all’Aspio di Ancona, proprio ai confini con la porizione di frazione ricadente sul territorio comunale di Osimo

Si è riacceso in Consiglio comunale il dibattito sulla localizzazione del nuovo impianto di cremazione di Ancona. Al centro della discussione la proposta di realizzare l’opera nell’area di Bolignano di Candia, ipotesi che ha già scatenato forti proteste e che ha visto anche stamattina la partecipazione diretta in aula del Comitato ‘Respiro Comune’, contrario al progetto. Il consigliere di minoranza Francesco Rubini (Aic) ha illustrato la sua interrogazione a tema, puntando il dito sulla questione dei vincoli ambientali che gravano sull’area, anche per la presenza della storica Rocca di Bolignano. Nello specifico, Rubini ha chiesto all’Amministrazione comunale come sia stata valutata la presenza di un vincolo paesaggistico risalente ai primi anni 2000 che ricade sulle aree circostanti la Rocca di Bolignano, domandandosi come questa restrizione possa essere compatibile con il progetto.

Francesco Rubini

L’assessore Stefano Tombolini ha risposto con un chiarimento tecnico, precisando che il vincolo in questione «non preclude l’edificazione sull’area di proprietà comunale». Secondo l’assessore che ieri ha partecipato all’incontro tra il sindaco ed il Comitato, sebbene l’area sia soggetta a tutela paesaggistica e richieda il parere della Soprintendenza, questo «non risulta ostativo per la realizzazione delle trasformazioni previste dagli strumenti urbanistici».

Stefano Tombolini al microfono

Per quanto riguarda i passi futuri, Tombolini ha confermato che l’obiettivo primario dell’Amministrazione comunale è delocalizzare l’impianto dal cimitero di Tavernelle e che al momento non c’è un sito ufficiale individuato. La giunta ne sta valutando diversi e l’assessore ha accennato alla possibilità «di procedere in un’ottica di Area Vasta», cercando una soluzione che possa rispondere non solo alle esigenze di Ancona, ma a un bacino territoriale più ampio. Ma sulla questione della sicurezza ambientale, l’assessore è stato categorico nel respingere le preoccupazioni sollevate dai residenti perché, a suo giudizio, certe comunicazioni riguardanti la presunta pericolosità dell’impianto e i rischi di inquinamento sono «assolutamente prive di fondamenti». Ha pertanto ribadito che il sindaco Daniele Silvetti intende approfondire ogni aspetto per trovare una soluzione compatibile con la sensibilità del territorio.

I lavori del Consiglio comunale di Ancona, questa mattina

Rubini è stato critico, nelle repliche, soprattutto verso questa strategia espansiva ed ha espresso il timore che «l’ipotesi dell’Area Vasta possa trasformarsi in un tentativo di scaricare la patata bollente sui Comuni limitrofi», definendo tale approccio come «non esattamente una bella figura per questa Amministrazione comunale» anche nel governare i rapporti intercomunali. Prima di passare ad altro argomento il consigliere Andrea Vecchi (Pd) ha chiesto la parola per fatto personale contestando il passaggio dell’intervento dell’assessore Tombolini che lo aveva indicato come «molto divertito» all’incontro degli amministratori comunali con il Comitato, lamentando la mancanza di rispetto verso i cittadini «che io qui rappresento».

(m.p.c.)



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