Villa Colonnelli, al via le indagini
per la messa in sicurezza
Un primo, importante passo avanti per il recupero di Villa Colonnelli e nella tutela del patrimonio edilizio storico di Ancona. Il Comune ha infatti dato il via alle fasi preliminari necessarie per garantire la stabilità della dimora nobiliare di Posatora, quartiere dorico colpito nel 1982 da un grande movimento franoso. La costruzione risale all’epoca napoleonica, è costituito da una villa padronale, da un edificio colonico e da un giardino alberato, ed è stato danneggiato proprio dalla frana Barducci. Si narra che nel 1860 vi soggiornò anche re Vittorio Emanuele II. Nel secondo dopoguerra la villa era stata convertita a struttura ricettiva dai missionari Saveriani. La proprietà degli immobili che la compongoono è stata trasferita al Comune nel 1988 e dal 1992 il complesso storico è in stato di abbandono. Ora però sono state avviate le procedure per il progetto di messa in sicurezza.
L’intervento di recupero si concentra attualmente sull’esecuzione di indagini strumentali mirate, fondamentali per definire il quadro tecnico prima di procedere con i lavori strutturali. L’obiettivo è ottenere una «esatta e approfondita conoscenza dei parametri meccanici e dello stato tensionale delle strutture portanti del manufatto» specifica una determina dirigenziale dello scorso 30 settembre, così come previsto dalle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni.
Per questo compito delicato, l’ente ha scelto una ditta di Fabriano, specializzata nel settore e già iscritta nell’elenco dei fornitori comunali. L’individuazione avvenuta dopo una procedura di consultazione che ha evidenziato la capacità dell’azienda di operare in tempi rapidi.
L’importo stanziato per questo primo servizio tecnico è pari a 3.050 euro, comprensivi di Iva al 22%. Dal punto di vista finanziario, le risorse per questo impegno di spesa sono attinte da un capitolo specifico dedicato alle opere di manutenzione in aree a rischio frana. Il progetto del I stralcio-lavori è infatti interamente finanziato attraverso i cosiddetti “Fondi Frana”, una risorsa cruciale per la gestione del territorio e della sicurezza pubblica. L’Amministrazione comunale di Ancona lo aveva già inserito con uno stanziamento di 900mila euro finanziato con Fondi-Frana nello schema del Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2024-2025-2026, poi slittato in quello aggiornato 2026-2027-2028.
Nonostante i ritardi rispetto al cronoprogramma originario, questo tassello rappresenta il presupposto indispensabile per l’avvio concreto dei lavori di consolidamento della villa. Solo superata questa fase di approfondimento del «livello di conoscenza dell’immobile», si potrà potrà procedere con l’intervento strutturale definitivo per mettere in sicurezza la dimora storica. Sia pure nell’incertezza delle tempiste che si annidano in ogni progetto pubblico, Villa Colonnelli resta uno degli edifici storici che Ancona vorrebbero recuperare per il 2028, in linea con la candidatura di Capitale della Cultura.
(Redazione CA)
Ospitò Vittorio Emanuele II: Villa Colonnelli sempre più fatiscente
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