“Un albero per la salute”
sarà messo a dimora all’ingresso
dell’ospedale Carlo Urbani

JESI – La pianta di specie forestale proviene dal vivaio gestito dall’Arma dei Carabinieri Raggruppamento Biodiversità e viene donata in collaborazione con la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti. Martedì la cerimonia

L’ospedale di Jesi Carlo Urbani

Martedì prossimo, 27 ottobre, alle ore 12 presso l’ospedale Carlo Urbani di Jesi si svolgerà la manifestazione “Un albero per la salute”. Il progetto, giunto alla sua IV edizione, nasce dalla collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri, Raggruppamento Biodiversità, e la Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’interazione fra la tutela della salute delle persone e quella del nostro ecosistema ambientale e si svolgerà contemporaneamente in 34 ospedali italiani.

L’iniziativa al ‘Carlo Urbani’ si svolgerà grazie alla collaborazione della Fadoi Marche, rappresentata dalla Uoc Medicina Interna di Jesi coordinata dal dottor Paolo Fraticelli, e del Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara nella persona del Comandante, tenente colonnello Cristina Di Tommaso, che donerà una pianta di albero di specie forestale, proveniente dal vivaio gestito dall’Arma, da mettere a dimora nel manto erboso antistante l’ingresso dell’Ospedale. Ogni pianta sarà dotata di un cartellino che permette di geolocalizzarla monitorando anche l’assorbimento e il risparmio di anidride carbonica.

Il progetto, realizzato negli ultimi anni in oltre cento Ospedali Italiani, si inserisce nel più ampio progetto nazionale “Un albero per il futuro” dei Carabinieri della Biodiversità con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed è concepito secondo un’ottica di One Health (“una sola salute”) che riconosce come gli stati di salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente siano legati ed interdipendenti indissolubilmente tra loro.

Il razionale del Progetto nasce dalla considerazione che il settore sanitario è responsabile di circa il 5% delle crescenti emissioni globali di Co2, anche attraverso i sempre maggiori processi di digitalizzazione e di implementazione tecnologica, e pertanto gli ospedali non possono prescindere da opportune iniziative tese a perseguire gli obiettivi di sostenibilità della salute collettiva secondo appunto la visione olistica One Health.

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