«Crucianelli e le cene coi Casalesi,
“l’accoglienza” nel sistema Marche.
Rest Edile schermo per accreditarsi»

LE CARTE DELL’INCHIESTA – La criminalità organizzata sarebbe entrata in affari con il costruttore arrestato nell’indagine della Dda e grazie al prestigio della sua ditta si sarebbe accreditata nella nostra regione evitando di destare sospetti. Nell’ordinanza il gip ha escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Le contestazioni sono bancarotta, truffa aggravata ai danni dello Stato, utilizzo di fatture false, corruzione, turbativa d’asta e contratti di subappalto irregolari
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L’imprenditore maceratese Enrico Crucianelli, titolare della Crucianelli Rest Edile

di Gianluca Ginella

Le cene con i Casalesi, il modello Marche con cui la criminalità organizzata è riuscita a infiltrarsi nella ricostruzione, e l’«accoglienza». Sono alcuni passaggi che emergono dalle indagini sulla ricostruzione in cui è coinvolto l’imprenditore Enrico Crucianelli, che oggi si è autosospeso da presidente dell’Ance Macerata.

Dalle indagini emergono le ricostruzioni fatte dalla Dda in cui si parla delle interazioni tra Crucianelli e i Casalesi. Interazioni che avvenivano, secondo gli inquirenti, su un piano di assoluta parità, confidenza e reciproco vantaggio, «nell’ottica di “accoglienza” della criminalità organizzata».

Crucianelli avrebbe organizzato cene con i Casalesi, avrebbe accettato da loro costosi orologi in regalo, sostiene la Dda nella richiesta di misura cautelare. Per Crucianelli, assistito dagli avvocati Massimiliano Cofanelli e Marcello De Sanctis, comunque il Gip Sonia Piermarini ha escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Su questo aspetto la Dda avrebbe presentato ricorso al Riesame. A Crucianelli vengono contestati: bancarotta, truffa aggravata ai danni dello Stato, utilizzo di fatture false, corruzione, turbativa d’asta e contratti di subappalto irregolari,

conferenza stampa operazione ricostruzione 5

Sul ruolo di Crucianelli, che ha aperti circa 400 cantieri per il sisma: «La criminalità organizzata ha utilizzato lo schermo prestigioso della di Rest Edile e di Enrico Crucianelli per accreditarsi nella realtà marchigiana ed evitare di destare sospetti» si legge nell’ordinanza di oltre 700 pagine e che vede 51 indagati per reati che vengono contestati a vario titolo.

C’è un filone che parla di come la Camorra (così come la ‘Ndrangheta)  si sia infiltrata nella ricostruzione. Nelle Marche la criminalità organizzata, secondo gli inquirenti, avrebbe acquisito nell’ambito della propria influenza l’impresa edile di Crucianelli, presidente provinciale dell’Ance, membro del consiglio generale Ance Marche «con tutta intera la sua rete di tradizione generazionale, collegamenti imprenditoriali, amministrativi, politici e relazionali». Secondo gli inquirenti «entrando in affari con Enrico Crucianelli la criminalità organizzata ha utilizzato lo schermo prestigioso, lucente e affidabile della ditta Rest Edile di Crucianelli, imprenditore “fidato”, serio e largamente conosciuto, per accreditarsi nella realtà marchigiana ed evitare di destare sospetti».

Sempre secondo le indagini «la criminalità organizzata ha realizzato nelle Marche un sistema pressoché unico: non si è solo associata in affari con una impresa, ma ha consentito all’impresa “legale” stessa di diventare di fatto general contractor della ricostruzione, ricevendone in cambio, a cascata, un flusso ingente di “subappalti”».

conferenza stampa operazione ricostruzione 2

Crucianelli si trova in carcere a Montacuto, ad Ancona. Tra le prescrizioni l’obbligo di non incontrarsi con un altro degli arrestati, l’ex capo di gabinetto del governatore Acquaroli, Fabio Pistarelli.

In serata è intervenuta Confindustria Marche sulla decisione di Crucianelli di autosospendersi da presidente della Ance Macerata e da componente del Consiglio di presidenza di Confindustria Macerata. L’associazione «prende atto della sua decisione di autosospensione dagli incarichi associativi, riconoscendo il senso di tempestiva responsabilità che tale scelta esprime in questa fase. Confindustria Macerata segue con attenzione gli sviluppi dell’indagine, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle autorità competenti, ribadendo al contempo l’importanza delle garanzie individuali e del principio di presunzione di non colpevolezza. Confindustria Macerata ribadisce con assoluta chiarezza che la legalità, l’integrità e la trasparenza sono principi costitutivi dichiarati nel proprio codice etico e nella carta dei valori associativi, e condizioni non negoziabili. È questa la responsabilità che Confindustria Macerata intende continuare ad assumersi con determinazione, nell’interesse degli associati, delle istituzioni e dell’intera comunità».

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