Scalo dorico, al via il maxi piano di rilancio:
dragaggi, nuova cantieristica ed ex Tubimar

La sede dell’Autorità Portuale ad Ancona
Un pacchetto di investimenti milionari e un restyling profondo destinato a cambiare il volto dello scalo dorico nei prossimi tre anni.
Il porto di Ancona si proietta verso il futuro al centro del nuovo Piano Operativo Triennale 2027-2029 approvato dal Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.
La svolta operativa per lo scalo dorico è arrivata subito dopo il via libera al bilancio, con la firma del presidente dell’Adsp Mirco Carloni al decreto per i dragaggi dei fondali di fronte alle banchine dalla 19 alla 26.
In particolare, la banchina 26 verrà portata a 14 metri di profondità. Un’opera chiave per accrescere la competitività del porto, garantendo l’approdo alle giganti del mare e alle navi con maggiore pescaggio, fondamentale in una fase in cui gli armatori globali stanno ridisegnando carichi e rotte per fronteggiare le crisi internazionali a Suez e Hormuz. Un intervento reso possibile grazie alla conferma da parte del Cipess dei fondi del Decreto Infrastrutture Portuali.
I prossimi mesi vedranno l’apertura di cantieri strategici su più fronti. Già entro il 2027 si concluderanno i lavori alla banchina 23 per aumentare gli accosti operativi, mentre partiranno sia la gara per il potenziamento della cantieristica navale nell’area Fincantieri da 34,4 milioni di euro, sia i lavori da 11 milioni per l’arretramento del Molo Nord, con la salvaguardia della Lanterna Rossa e del murales dedicato a Monica Vitti.

L’ex Fiera della Pesca
L’obiettivo strategico tracciato dall’Autorità portuale punta a una riorganizzazione complessiva degli spazi. Le attività commerciali verranno progressivamente concentrate nelle banchine più esterne, spianando la strada alla riconversione del Porto Storico verso il turismo, la nautica e la cultura, per ricucire il rapporto tra lo scalo e la città.
Di pari passo scorrerà il calendario delle concessioni ai privati attraverso il processo di “terminalizzazione” delle banchine, con una fitta tabella di bandi fino al 2028.
A novembre le gare per la banchina 15, entro marzo 2027 per le banchine 13, 14, 16, 19, 20 e 21, per poi proseguire a settembre con la 23 e a dicembre con la 27.
Guardando al 2028, la mappa degli interventi toccherà anche la riqualificazione dell’area ex Fiera, le nuove strutture per l’accoglienza passeggeri e le biglietterie, il restyling della viabilità e l’attesa valutazione ambientale per il Molo Clementino. Prosegue intanto l’iter per l’area ex Tubimar, dove è stato firmato l’appalto di demolizione per liberare spazi fondamentali a beneficio del polo della cantieristica di lusso, settore trainante dell’economia marchigiana con oltre 1,5 miliardi di fatturato annuo e migliaia di addetti.
Porto, ok alla demolizione dell’ex Tubimar: a dicembre via al cantiere
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