Parco del Conero,
la candidatura Unesco del Geoparco
tra le opportunità di Ancona Capitale

ANCONA – Il Geoturismo in Italia vale 180 milioni di euro e prosegue l’iter per affermare il progetto e valorizzare le peculiarità geologiche del territorio

L’audizione del presidente Luigi Conte per la candidatura del Geoparco-Unesco avviata per il Parco del Conero

Prosegue il percorso avviato dal Parco Regionale del Conero verso la candidatura a Geoparco Globale Unesco, un progetto ambizioso che punta a valorizzare le straordinarie peculiarità geologiche del territorio e a consolidare una visione di sviluppo fondata sulla divulgazione scientifica e sul turismo sostenibile rivolta alla tutela dell’ambiente. Un obiettivo che si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dell’area protetta, in stretta connessione con il percorso di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 e con le opportunità che questo prestigioso appuntamento può offrire all’intero territorio.

«La candidatura Unesco rappresenta una sfida importante, che stiamo affrontando con determinazione e consapevolezza – spiega in una nota il presidente del Parco del Conero, Luigi Conte – Il Conero possiede un patrimonio geologico di straordinario valore internazionale, testimoniato dalla presenza di tre Gssp, sezioni stratigrafiche di riferimento mondiale per la storia della Terra e da una ricca rete di geositi. Si tratta di un’identità scientifica e naturalistica che merita di essere conosciuta e valorizzata a livello internazionale».

Il percorso non è nuovo. Già nel 2017 l’Ente Parco aveva presentato la candidatura che, pur non essendo stata accolta, aveva evidenziato le eccezionali caratteristiche geologiche dell’area. Oggi il Parco del Conero riparte da una base più solida grazie al lavoro svolto negli ultimi anni e ad una rinnovata collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e il coinvolgimento attivo di alcuni settori strategici della comunità locale.

Un suggestivo scorcio del Parco del Conero

«L’iter è complesso e richiede un dossier rigoroso, capace di dimostrare non soltanto l’unicità del nostro patrimonio, ma anche la capacità di gestirlo e valorizzarlo nel tempo – prosegue Conte – In questi anni abbiamo proseguito un’importante azione di tutela e promozione dell’area protetta. Sono stati sviluppati strumenti di valorizzazione dei geositi, pubblicazioni scientifiche e divulgative, aggiornata la Carta Geoturistica e rafforzate le collaborazioni con le scuole». L’iter per giungere a tale ambizioso traguardo prevede una prima selezione nazionale da parte della Commissione Ministeriale competente al termine della quale solo due candidature vengono promosse all’esame comunitario definitivo per ottenere l’ambito riconoscimento.

Un Geoparco è un’area geografica delimitata, caratterizzata da un patrimonio geologico di rilevanza internazionale, tutelato e valorizzato attraverso strategie di sviluppo sostenibile e il coinvolgimento attivo delle comunità locali. In Italia vi sono 12 geositi Unesco ed il geoturismo rappresenta un’importante risorsa economica. Il suo indotto è stimato in circa 180 milioni di euro annui, considerando i flussi turistici diretti generati dai Geoparchi ufficialmente riconosciuti sul territorio nazionale. Se si estende l’analisi al più ampio comparto del turismo naturalistico, il valore economico del settore risulta decisamente più significativo evidenziando il ruolo strategico del geoturismo e del turismo naturalistico nella valorizzazione del patrimonio ambientale e geologico, nella promozione delle economie locali e nel sostegno a modelli di sviluppo sostenibile.

Il consiglio direttivo dell’Ente parco ha incaricato il direttore Marco Zannini di istituire il comitato scientifico che sta lavorando alla candidatura Unesco e che ha previsto una fase di condivisione preliminare con Marta Paraventi, assessore alla Cultura del Comune di Ancona e con il sindaco di Ancona Daniele Silvetti la cui giunta ha destinato importanti risorse. Il team di lavoro è composto da alcuni dei migliori professionisti: Rodolfo Coccioni professore onorario di Paleontologia presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo; Filippo Invernizzi, archeologo responsabile dell’Ufficio Cultura, Educazione alle attività ecosostenibili e Comunicazione del Parco Regionale del Conero; l’architetto Ludovico Caravaggi Vivian, responsabile tecnico istituzionale vicedirettore dell’Ente Parco Regionale del Conero; Stefano Finocchi, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino; Mirko Francioni, professore associato di Geologia Applicata presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, il dottor Alessandro Montanari dell’Osservatorio Geologico di Coldigioco; Nicoletta Frapiccini, direttrice dell’Antiquarium Statale di Numana.

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